Berlusconi: “Temo per la vita, mi hanno ridotto la scorta”. Ma Viminale smentisce

Silvio Berlusconi

ROMA – Silvio Berlusconi è in pensiero per la propria incolumità: “Il governo ha ridotto la mia scorta con grande tempestività. Il generale che ha come preoccupazione la mia sicurezza mi ha pregato di non andare a fare comizi nelle piazze preferendo i luoghi chiusi” ha annunciato su Radio2.

Eppure, è stata imminente la smentita da parte del Viminale che sostiene non sia prevista alcuna riduzione di scorta per l’ex presidente del Consiglio. La situazione della scorta dell’ex premier è stata esaminata a novembre. In quella sede fu deciso di continuare ad assicurare un dispositivo di protezione eccezionale, di ‘primo livello’, numericamente inalterato rispetto al precedente, affidando il servizio all’Arma dei Carabinieri, con il concorso dell’Aisi per gli aspetti tecnici – si apprende da fonti del Viminale -. La legge prevedeva che Berlusconi potesse avvalersi del servizio di scorta fino ad un anno dopo la cessazione della carica di premier.

Poi, a “28 minuti” su Radio2, Berlusconi spende alcune parole sulle elezioni. La questione “Movimento 5 stelle” la liquida definendo Beppe Grillo “una presenza ininfluente”, in quanto “è un partito che ha criticato la politica, anche giustamente, ma poi non ha fatto nessun passo avanti con una proposta. Ho curiosità di vedere in faccia tanti candidati in Parlamento. I sondaggi che ho io danno Grillo poco sopra il 10%, è ininfluente” dice Berlusconi.

Poi denuncia: ”La mafia mi ha preso di mira, voleva riscatti, mai pagati, per i miei figli”. Il Cavaliere smentisce quindi rapporti con Cosa Nostra: ”Io l’ho giurato una volta sui miei figli e nipoti, le cose che ho più care. Ho dovuto portare la mia famiglia fuori Italia perché eravamo stati minacciati, siamo andati in Spagna, ho dovuto mettere le grate alle finestre e ho fatto fare le scuole in casa ai miei figli. Io ho pagato il fatto di essere un imprenditore di successo, la mafia mi ha preso di mira voleva riscatti, mai pagati, per i miei figli”.

L’ex premier racconta un episodio: ”Accompagnavamo con le guardie i mie figli a scuola. Una mattina mia moglie telefonò per sapere se erano arrivati e loro non erano ancora a scuola. Ci fu un problema di traffico ma a noi prese uno spavento, decidemmo di non mandarli più a scuola. Io sono vittima della mafia”.

Sul caso della banca Monte dei Pasci di Siena, Berlusconi non si sbilancia sottolineando invece che è un istituto “cui voglio bene” e aggiungendo che “Il Giornale” è “indipendente”. Nemmeno riguardo la questione del rapporto tra introito dell’Imu e i Monti bond per Mps si sbilancia, affermando: “È una coincidenza casuale”.

Poi, spende anche alcune parole riguardo la questione del suo divorzio con la Lario: “C’è stata una sentenza inaspettata, assolutamente irrealistica e lontana dalla realtà e dovrò addirittura intervenire”, dice l’ex premier. Che poi spiega: “Prima non mi sono mai messo di mezzo, ho lasciato fare ai miei avvocati, ora penso che prossimamente incontrerò mia moglie e ne parleremo, l’incontro non c’è stato ci sarà prossimamente per cercare un accordo e ci sentiamo al telefono con una certa regolarità”.

Interrogato sulle cosiddette cene eleganti, Berlusconi non si sente pentito, anzi il pentimento “dovrebbero averlo i magistrati, che hanno violato pesantemente la vita di un cittadino”, precisa.

E Berlusconi non ha pentimento nemmeno riguardo la famosa battuta che fece su Obama, quando gli diede “dell’abbronzato”: “Non c’è nessuna debolezza privata, nessun pentimento. Quando diedi dell’abbronzato a Obama fu un complimento. È stato un complimento, avrei avuto avere il suo colorito perché fa salute”.

Ovviamente, nessun rimpianto nemmeno per il cucù alla Merkel: “Me lo aveva fatto a me il cucù una settimana prima Putin… Il rapporto con la Merkel è sempre stato molto cordiale”.

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