M5S, Catalano apre ad alleanza con Pd, ma Vito Crimi smentisce

Lombardi Crimi

ROMA – Le idee, a quanto pare ce l’hanno. Che queste poi siano al limite del costituzionale, o semplicemente non fattibili, è un’altra questione. Durante la conferenza stampa al termine della riunione dei parlamentari del M5S che si è svolta ieri pomeriggio a Roma, il capogruppo al Senato Vito Crimi ha dichiarato: “Al presidente Napolitano chiederemo un governo del M5S”.

Nonostante una apertura a una possibile alleanza col Pd, arrivata in giornata dal neodeputato Ivan Catalano, il M5S smentisce qualsiasi possibilità di alleanze. ”Non c’è stata una persona che si è alzata per sollevare la questione” assicura il capogruppo alla Camera Roberta Lombardi. E quasi in contemporanea è arrivata la dura presa di posizione del leader del movimento, Beppe Grillo. ”Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica” ha scritto Grillo su Twitter.

Durante la riunione di oggi, era spuntata una proposta di minoranza per dare l’appoggio a un governo guidato da Pier Luigi Bersani. Ad avanzarla è stato un gruppo minoritario di parlamentari 5S che ha proposto di sottoporre la questione a un referendum on line. Questa mattina, arrivando alla riunione all’Eur, era stato Ivan Catalano, eletto alla Camera in Lombardia, ad annunciare che sulla questione il movimento “è in fermento da giorni”. “Un governo va fatto se no non va avanti il Paese” ha sottolineato Catalano. ma poi i capigruppo in conferenza hanno ribadito la linea ufficiale del movimento.

E’ stata bocciata invece la proposta avanzata da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle di esordire in Parlamento con una passeggiata al fianco dei cittadini, passata sui media come una vera e propria ‘marcia’ dei ‘grillini’. A quanto riferiscono fonti interne, la proposta è stata respinta da circa due terzi dei partecipanti. La proposta era stata illustrata da Alessandro Di Battista, eletto alla Camera nella circoscrizione laziale. Di Battista, nel corso della riunione, ha spiegato di esser stato in questura e di averne parlato con il questore, trovandolo sereno e aperto al dialogo. Quindi sulla proposta si è aperto il dibattito che ha visto contrario, tra gli altri, Vito Crimi, capogruppo in pectore dei 5S al Senato. Crimi si è detto contrario che passasse l’idea “di essere accompagnati come bambini al primo giorno di scuola”, mentre gli eletti nelle file dei 5S “sono persone serie, con una dignità. Non dobbiamo dare immagine di una marcia della vittoria perché stiamo andando dentro” il Parlamento “per lavorare”.

I neoeletti hanno deciso di riunirsi nuovamente mercoledì alla Camera e al Senato per decidere su come e chi votare per le presidenze delle due assemblee.

Crimi intanto ha annunciato di essere stato contattato “da un esponente di rilievo del Pd per anticiparmi che lunedì terranno una riunione congiunta dei gruppi da cui proporranno i loro nomi per le presidenze e nei giorni successivi incontreranno i gruppi per comunicarlo e confrontarsi”. Più tardi, Crimi replica a quanti già parlano di inciucio. “È un normalissimo e corretto passaggio istituzionale, che ci aspettavamo, e non è un tentativo di inciucio, neanche un invio di pontieri”.

Durante la riunione a Roma, gli eletti del M5S hanno parlato anche della questione sui tagli degli stipendi. In effetti, riducendosi solo lo stipendio, i parlamentari arrivano comunque a ricevere un importo mensile di circa 11 mila euro. Molto più di quanto si vociferava in campagna elettorale. Così ora stanno parlando di “sforbiciate” che tocchino anche le altre indennità spettanti ai parlamentari, diaria compresa. Per questo Crimi ha raccomandato agli altri eletti di non firmare i documenti che verranno sottoposti ai ‘grillini’ quando andranno a registrarsi in Parlamento. “Come avviene in un qualunque primo giorno di lavoro -ha spiegato- dovrete prendere le carte per accettazione e firmarle solo in seguito”.

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