Ponte Lupo

Save Italy: no alla discarica vicino a Villa Adriana

27 Aprile 2012 - di marina_cavallo

ROMA – Riproponiamo questo articolo pubblicato il 27aprile scorso rinnovando l’appello a non porre così vicino a Villa Adriana la discarica di Corcolle.

Martedì 1 maggio è la giornata SAVE ITALY contro la scellerata decisione di porre la discarica della città di Roma a Corcolle, luogo ameno dell’agro romano a 700 metri da uno dei tesori dell’umanità: Villa Adriana a Tivoli.

Da Art e Dossier n. 286 riportiamo:

Ponte Lupo, acquedotto romano del 147 a.C., versa in condizioni di estremo degrado e abbandono. Una catastrofe. La terribile minaccia che incombe su una delle aree paesaggistiche e archeologiche più importanti non solo d’Italia ma del mondo non può esser definita in altro modo. E conferma l’importanza dell’appello “SAVE ITALY” lanciato da “Art e Dossier” alla comunità internazionale: le nostre autorità non solo abbandonano lo straordinario paesaggio italiano, ma vi si accaniscono contro.È il caso di quell’area pressoché intatta situata a est del raccordo anulare, a sud di Tivoli.

Il 21 novembre 2010 sul “Messaggero” di Roma si poteva leggere: «Vendo a un euro il ponte romano più antico a qualsiasi Paese in grado di salvarlo dal crollo imminente». Era il grido di dolore del principe Urbano Sforza Barberini, proprietario di San Giovanni in Campo Orazio, tenuta agricola situata nei pressi della Prenestina e tagliata a metà dalla via Polense, che appartiene alla famiglia Barberini dal Seicento, all’interno della quale si trova ponte Lupo.

Ponte Lupo è un acquedotto romano costruito nel 147 a.C. che portava acqua potabile da Subiaco a Roma, voluto dal console Marcio (da qui il nome Aqua Marcia) e collegato al vicino ponte delle Forme Rotte per tenere l’acqua in quota ed evitare che questa giungesse nella città di Roma con forza eccessiva. Il colossale ponte-diga-acquedotto è alto 30 metri e largo 80, scavalca la vallata chiamata fosso delle Acque Rosse o valle dei Morti, così battezzata nel XIX secolo per l’abbondanza di reperti umani e archeologici allora rinvenuti. Oggi il ponte versa in condizioni di estremo degrado e abbandono. Dopo la lettera d’intenti per il restauro inviata dal ministero ai Barberini nel 2007, non sono mai stati effettuati i sopralluoghi necessari a presentare un’indagine accurata per stabilire l’entità effettiva dei lavori di recupero.

A pochi passi dal ponte, adiacente all’area archeologica di Corcolle, a soli dieci metri (!) dalla bellissima porta Neola, arco romano scavato nel tufo e a 700 metri dal limite di uno dei grandi tesori dell’umanità, Villa Adriana, una scellerata decisione della Regione Lazio ha individuato il luogo “ideale” per una gigantesca discarica di due milioni di metri cubi d’immondizia non trattata, dunque maleodorante e pericolosa per il sistema idrico e ambientale.

Interessi inconfessabili, bassi appetiti e il disinteresse del parlamento potranno ledere per sempre uno dei rari lembi di agro romano antico ancora intatto, con testimonianze archeologiche fondamentali per l’Occidente?

Per solidarietà al progetto SAVE ITALY, ideato da Philippe Daverio, martedì 1 maggio Villa Adriana e Villa d’Este saranno aperte al pubblico al prezzo “simbolico” di 1 euro.

Durante tutta la giornata sarà possibile visitare gratuitamente la tenuta privata del principe Urbano Barberini, che custodisce uno dei gioielli dell’architettura romana: l’imponente PONTE LUPO, straordinario caso di ponte-diga-acquedotto per le acque che rifornivano la Capitale.

Il centro della mobilitazione SAVE ITALY sarà la fattoria caseificio ENA a Corcolle, km 24 della Via Polense, dove a tutti i partecipanti verrà offerto un assaggio dell’ottimo pecorino locale.

 

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