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Sanremo 2017: lista delle canzoni dei big in gara LEGGI

Sanremo 2017: lista delle canzoni dei big in gara LEGGISanremo 2017: lista delle canzoni dei big in gara LEGGI

Sanremo 2017, quali sono le canzoni dei big in gara. Ecco la lista dei brani, come reso noto dal sito dell’Ansa.

RON – “L’ottava meraviglia” – Una ballata pop rock perfettamente in linea con lo stile di Ron. Rispetta le attese senza essere banale e, in confronto a certi brani in gara, sembra una perla del rock americano.

PAOLA TURCI – “Fatti bella per te” – Un’incursione nel pop contemporaneo up tempo con un testo che è una rivendicazione dell’identità femminile: “tu fatti bella per te … passano inverni e tu sei più bella” canta la Turci.

SERGIO SYLVESTRE – “Con te” – “Così vai via” sono le prime parole del testo scritto da Giorgia. Un evidente omaggio al Claudio Baglioni di “Amore bello” che suona più moderno.

GIUSY FERRERI – “Fa talmente male” E’ un’artista in continuo rilancio. Qui guidano la danza chitarre che suonano un po’ gitane e un po’ western nel tentativo di trovare nuove strade.

MICHELE BRAVI – “Il diario degli errori” – Sembra un po’ presto per un ragazzo di 22 anni compilare il diario degli errori. Pop melodico con suoni à la page in cerca di identità.

ALESSIO BERNABEI – “Nel mezzo di un applauso” – Più o meno “Noi siamo infinito” capitolo due. La dimostrazione di quanto sia difficile realizzare un sequel all’altezza del precedente.

FABRIZIO MORO – “Portami via” – Un omaggio a “La Cura” di Franco Battiato, con le debite proporzioni. A Fabrizio Moro non difettano certo la personalità e l’intensità.

RAIGE E GIULIA LUZI – “Togliamoci la voglia” – Scritto con Zibba, è uno degli arrangiamenti più originali (si sente anche una chitarra slide), un rock pop, con le cadenze del rap.

GIGI D’ALESSIO – “La prima stella” – Dedica questa canzone alla madre morta. E’ puro stile D’Alessio, senza eccessi, un elogio dei buoni sentimenti e della classica melodia pop.

BIANCA ATZEI – “Ora esisti solo tu” – Avete nostalgia di Toto Cutugno e i Ricchi e Poveri? Bene ora c’è Bianca Atzei che ha un pezzo, scritto da Kekko dei Modà, che dice cose tipo “da quando stiamo insieme non esiste più una nuvola”.

MARCO MASINI – “Spostato di un secondo” – Un brano – anche qui c’è la collaborazione di Zibba – di qualità diversa, cantabile ma dalla struttura originale che conferma il feeling che Masini con il festival. Uno dei pezzi più interessanti.

FIORELLA MANNOIA – “Che sia benedetta” – La sua presenza in gara nobilita il cast e la gara. Ed è evidente che la qualità interpretativa della Mannoia danno alla canzone un valore diverso. Proprio per questo, per il suo ritorno all’Ariston, ci si poteva aspettare qualcosa di più coraggioso.

CLEMENTINO – “Ragazzi fuori” – Dalla collaborazione tra Clementino e Marracash era lecito attendersi di più, sia sul piano musicale che su quello del testo. Un rapper napoletano che parla dei ragazzi di strada deve andare più a fondo.

CHIARA – “Nessun posto è casa mia” – Ha avuto coraggio a scegliere un brano così profondo per questa partecipazione che può davvero segnare una tappa fondamentale nel suo percorso.

FRANCESCO GABBANI – “Occidentali’s Karma” – C’è molta ironia in questo testo che mette insieme “panta rei” e “singin’ in the rain”, le “lezioni di Nirvana e Buddah in fila indiana”, un ritornello dance anni ’80 e strofe d’autore.

ELODIE – “Tutta colpa mia” – Una canzone che più tradizionale non si può, eppure Elodie ha vinto “Amici 15”. Il testo l’ha scritto Emma e suona “amore amore amore mio andiamo via”. Il ritorno della formula in voga a Sanremo anni fa.

MICHELE ZARRILLO – “Mani nella mani” – Un ritorno all’Ariston in nome di una fedeltà al proprio stile. Non si possono non notare frasi tipo “tu sei passione e tormento” che non sfigurano accanto ai balocchi e ai profumi.

ERMAL META – “Vietato morire” – Una rara incursione nella realtà, un ricordo della madre ma come vittima della violenza di un uomo. Il testo migliore del festival e uno dei brani più interessanti.

LODOVICA COMELLO – “Il cielo non mi basta” – Un esempio di pop contemporaneo che rimane in superficie, senza cercare la minima increspatura.

ALBANO – “Di rose e di spine” – Albano a Sanremo questo deve fare: cantare una romanza di Puccini travestita da canzone, partendo basso e chiudendo sfidando il muro del suono.

NESLI E ALICE PABA – “Do retta a te” – Anche da Nesli è lecito aspettarsi di più. Alla prima impressione non sembra neanche troppo felice il connubbio tra la sua voce e quella, molto acuta, della vincitrice di “The Voice”.

SAMUEL – “Vedrai” – Il cantante dei Subsonica conosce molto bene il suono della contemporaneità. E si sente. “Vedrai” è uno dei brani più originali tra quelli in gara, una finestra sul presente musicale.

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