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Luciano Ligabue: “Mio figlio non studia, però le canzoni le impara”

MILANO – “Mio figlio non studia, però le canzoni le impara”. Queste le parole di Luciano Ligabue in un’intervista con Piero Negri a La Stampa. Nello spiegare il rapporto con il suo pubblico, “Liga” tira in ballo suo figlio: “Per dire che la musica ha ancora il potere di farsi imparare a memoria. Mio figlio non studia, però le canzoni le impara”. Quando il giornalista gli chiede se tra queste ci sono anche le sue, lui risponde: “Le parti di chitarra. Lo fa con pudore perché ha 16 anni e gli piace l’heavy metal. Con questo album, non so cosa sia scattato, lo sento spesso suonare i miei pezzi”.
Proprio in uno dei suoi ultimi successi, “Per sempre”, l’artista fa riferimento al rapporto con i suoi genitori:

“La canzone è Per sempre, parla dei miei genitori: ero perplesso, ho lasciato decidere a mia madre. Le ho detto: Rina (non l’ho mai chiamata mamma, si chiama Rina Iotti, in passato l’ho chiamata Iotti), ma se dovessi mettere foto tue e di Giovanni (mio padre, lo chiamavo Giuanin) e casomai ci sono anch’io? Lei mi ha solo chiesto: è un bello schermo? Sono contento di averlo fatto, le foto hanno un impatto emotivo e un sapore chiaro, evidente di come questo paese è anche stato. La Rina le ha viste, ne è orgogliosissima: Stiamo così bene, siamo così belli”.

Ligabue in primavera ha suonato in vari palasport, tra maggio e giugno ha riempito due volte l’Olimpico di Roma, San Siro a Milano e lo stadio di Catania. Il 12 luglio si riparte da Padova, poi Firenze, Pescara e Salerno e a settembre Trieste, Torino, Bologna e Bari.

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