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Tributo a Versace-Una mostra al MANN -FOTO

Tributo a Versace- una mostra al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

Gianni Versace era un bambino mediterraneo, nato a Reggio Calabria affascinato dalla cultura classica che in quei luoghi risiede, racconta di un’infanzia felice: “La cosa che ha reso la mia vita speciale è stata crescere nel Sud dell’Italia” rivela in un’intervista del 1997 al New Yorker. Da piccolo giocava in un posto dove c’era un antico mosaico con il volto di Persefone, sarà da quel luogo che trae ispirazione per l’effige della Medusa simbolo della Maison che fonderà nel 1978.

Ha 25 anni quando lascia la Calabria per partire all’avventura di Milano, è il 1972 e disegna collezioni ready-to-wear per Arnaldo Girombelli, proprietario dei marchi Callaghan, Genny e Complice. Nel 1978 annuncia la sua prima collezione attraverso la rivista americana Herper’s Bazar con il claim: “Gianni Versace e Milano. Qui e ora…una stravaganza totale”.

L’ostentazione aperta della ricchezza e della sessualità sono l’essenza dello stile Versace. Se i primi disegni erano più semplici e casual, è per i suoi abiti vistosamente sexy, e le stampe eccentriche e colorate che il brand Versace diventa famoso in tutto il mondo.

Uno degli esempi più evidenti del suo stile “bordello-chic” sono i mini-dress e i baby-doll in pizzo e crêpe di seta indossati su tacchi stile Luigi XIV della collezione 1991-92. Mentre per la collezione successiva Autunno/Inverno 1992/93 si ispira al sottobosco del mondo sadomaso, le modelle indossano vestiti di pelle borchiati e sandali gladiatore. Mitica la collezione invernale del 1994 che vede una schiera di supermodelle con indosso tuniche e pepli in maglia di metallo dorato irraggiungibili come dee greche.

Come per molti stilisti, anche per Gianni la propria eredità culturale è importantissima, egli stesso si descrive come un “tipico italiano”, ma questo rappresenta solo uno dei due principali elementi della sua identità stilistica. Il primo è lo sguardo sofisticato e silenzioso più comunemente associato a Giorgio Armani e al Nord Italia, se alcuni dei disegni meno conosciuti di Versace potrebbero inserirsi in questa categoria, saranno i suoi look più famosi associati al glamour più colorato e flamboyant del sud a creare il suo mito.

Il Museo MANN di Napoli dedica una mostra a Versace partendo proprio dalle radici che hanno ispirato lo stilista.  “Gianni Versace Magna Grecia Tribute” attraverso la collezione privata di abiti e oggetti raccolti negli anni da Antonio Caravano si investigano i forti legami tra le stampe e le linee degli abiti con la Magna Grecia.

“Parlare di Gianni Versace e della Magna Grecia significa andare alle radici della nostra cultura-spiega la curatrice della mostra Sabina Albano- un abito degli anni ’90 non è altro che un reperto, figlio di iconografie artistiche, anch’esso un pezzo di storia. L’intenzione è dimostrare come il linguaggio della Moda prenda a piene mani dal repertorio iconografico dell’antichità e funzioni come un manifesto per la diffusione popolare delle nostre radici”.

La Sala del Cielo Stellato e il giardino adiacente ospitano abiti e oggetti frutto del genio creativo di Versace, messi a confronto con reperti archeologici e opere d’arte classica del MANN in cui sono riscontrabili delle similitudini come la medusa, la greca e tutti quei simboli tanto cari alla maison, a dimostrazione di come Gianni Versace sia riuscito a diffondere attraverso i propri abiti l’iconografia del passato, catapultandola nel futuro.

A vent’anni di distanza da quel fatidico  15 luglio 1997 in cui lo stilista fu freddato dal serial killer Andrew Cunanan davanti alla sua villa di Miami, un piccolo omaggio per ricordare un uomo che ha saputo valorizzare e diffondere attraverso il più diretto dei linguaggi: quello della moda e della cultura pop, un’epoca fatta di fasti, sensualità, ricchezza e opulenza quella della Magna Grecia, ma soprattutto quella  degli anni ’80 e ’90, l’edonismo, il glamour e gli eccessi di quei giorni che  spariranno con la sua morte.

Si chiuderà un’epoca, la golden age della moda tramonta con lui.

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