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Ralph Lauren p/3 2014: sapori swing e omaggi a Twiggy anni ’60

NEW YORK – La sfilata ha avuto luogo nella scintillante New York ma il soggetto è indubbiamente Londra. Qella degli anni ’60, per la precisione. La collezione p/e 2014 griffata Ralph Lauren è un tributo agli Swinging ’60, alle minigonne alla Mary Quant. La Londra delle parigine nere e bebè a tronchetto di Twiggy.

La racconta così Ralph Lauren la primavera-estate 2014, una stagione dai sapori chic e vintage:

Con questa collezione ho voluto celebrare una purezza dalle linee semplici e struttura estetica fresh che rende omaggio allo spirito audace e giocoso della Swinging London degli anni 60», ha spiegato il designer americano.

Alla guida di un colosso da quasi 7 miliardi di dollari di fatturato, nulla di quello che lo stilista crea è lasciato al caso. Piccoli pull dallo scollo profondo, pantaloncini dal taglio chic e abitini corti. Scrive Daniela Fedi su il Giornale:

“Intan­to le­modelle sfilavano con quel­le deliziose scarpe pumps conse­gnate al mito da Jackie Kennedy prima che da Catherine Deneu­ve nel film Belle de Jour girato da Buñuel nel ’67. Sopra sfoggiava­no deli­ziosi completi gonna cor­ta e piccola giacca a sacchetto nelclassico bianco ottico lanciato dall’epopea spaziale Usa che ha preceduto e ispirato lo stile di Courreges . 
Qualcuna sfoggiava la versio­necandidadel Peacott ( il giacchi­no doppiopetto da marinaio) e i soliti tailleur pantalone che nes­suno sa fare bene come Ralph Lauren. Inoltre c’erano almeno tre nuove versioni della sua miti­ca Ricki Bag, la borsa più deside­ra­ta del mondo insieme alla Kel­ly e alla Birkin di Hermés. Maxi e con le stesse stampe grafiche a fiori bianchi e neri dei soprabiti di vernice, mini nelle identiche tinte fluo dei vari tubini tagliati benissimo e cuciti ancor meglio: le nuove Ricki fanno sognare”.

Una collezione dunque che strizza l’occhio al passato ma guarda anche al futuro. Una scommessa, quella di Ralph Lauren, che deve fare i conti con i suoi 6,4 miliardi di dollari di fatturato annuo. Perché bisogna vedere quante donne di Park Avenue abbiano voglia (e soprattutto il fisico) di immergersi nella complicata e controversa Twiggy che, si sa, di lei ce n’è una sola.

 

 

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