Prada a/i 2012: armoniose dissonanze anni ’60

prada a/i 2012/13

Una rivisitazione degli anni ’60, l’ennesima per Miuccia Prada, ma che non è un banale revival ma qualcosa che, seppur riprende il passato, è ancorato al presente e appeso con un filo invisibile al futuro. La silhouette osa nuove forme, i ricami sono di plastica e sembrano grandi gioielli, le scarpe sono esagerate con tacchi altissimi e zeppa rivestita da una ghetta di gomma colorata sulla punta, le stampe quasi psichedeliche si “scontrano” combinandosi le une con le altre.


Chi pensava di trovarsi davanti ad una collezione che proseguisse il filone “dandy” di quella Uomo presentata lo scorso gennaio, si è trovato di fronte a uno spettacolo inaspettato, ad una sfilata dove l’effetto è quello di un’armonia dissonante o se si preferisce di una dissonanza armonica. Ancora una volta Miuccia Prada è riuscita a lasciarci a bocca aperta: “Non ho molta voglia di proclami”, afferma alla fine della sfilata “sono una paladina della moda e trovo che questo settore sia un ambito dell’industria e della realtà sottovalutato, non trattato col rispetto dovuto. Forse anche per questo ho proceduto per stimoli, per intuizioni, senza badare troppo al risultato”. E temina: “Il mio interrogativo resta rispondere a una domanda: qual è la bellezza possibile oggi?”

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