Stile, il look parigino batte le griffe: “Made in Paris” soppianta “Made in France”

Parigi

ROMA – Alle griffe di moda di lusso la notizia non farà certo piacere, ma questo è: basta marchio, adesso sono i prodotti di “nicchia”, gli originali e unici, venduti nel piccoli atelier della città sono il nuovo trend. Se sono poi “Made in Paris” è ancora meglio.

Altro che Made in France, adesso dunque l’unica cosa “chic” è comprare parigino. Secondo gli esperti infatti, ,mescolando innovazione, savoir faire e tradizione artigianale, oggi il prodotto creato nella capitale si vende meglio sia in Francia che all’estero. Regali di Natale compresi.

Che siano borse o scarpe, t-shirt o gioielli ma anche prodotti alimentari, l’importante è che abbiano “nomi” sconosciuti o quasi, indirizzi periferici, meglio se difficili da scovare, in quartieri spesso ‘popolari”, come X, XI o XVIII arrondissement di Parigi.

Il cacciatore di tendenze Vincent Gregoire ha dichiarato: “In una società globale più si abbattono le frontiere e più si ha bisogno di ritrovare l’ultra-locale, di dare una chance ai giovani stilisti e artisti, ai micro-imprenditori, ai piccoli commerci di prossimità, ai negozi più intimi, familiari e personalizzati. Inoltre è un abitudine molto parigina quella di ribellarsi e differenziarsi dalle grandi marche”. Così anche il mercato ha finito per adeguarsi: le cravatte e le scarpe Philippe Gaber, storica maison di sartoria della capitale, sono ormai “integralmente fabbricate a Parigi”, e il concept-store del Marais, French Trotter, lancia una linea ‘Crafted in Paris’, fabbricata in modo artigianale in un atelier della città, puntando alla tradizione locale.

Tre parigine doc creano il marchio “Commune de Paris 1871′” in riferimento all’identità rivoluzionaria francese, alla rivolta e agli ideali parigini.

“Parigi pullula di giovani talenti che innovano integrando la tradizione e il know how artigianale”, dice Lyne Cohen-Solal, assessore al Comune di Parigi per l’Artigianato. Fino a domenica il Carrousel du Louvre accoglie le creazioni di nuovi talenti e i giovani artisti della regione parigina. Intanto anche il Natale in Francia quest’anno sarà piuttosto all’insegna del ‘local’: un sondaggio Ipsos per France Bleu mostra che oltre la metà dei francesi sarà “più sensibile” all’origine “locale” o “francese” dei loro acquisti.

In particolare il 78% dei transalpini ritiene “importante” che il pranzo delle feste sia composto da prodotti di origine francese. Recentemente si è tenuto a Parigi anche il primo Salone del ‘Made in France’, per rilanciare la competitività in tempi di crisi. Lo stesso ministro per il Rilancio produttivo, Arnaud Montebourg, sta conducendo una vasta campagna per promuovere l’acquisto di prodotti francesi, e nelle scorse settimane ha persino posato per la copertina del ‘Parisien Magazine’ vestito da marinaretto, il tricolore francese alle spalle, e un frullatore in mano: tutto rigorosamente ‘Made in France’.

In fondo non è un caso se Ines de la Fressange, parigina doc, ha spopolato con il suo libro “La Parisiense”, una vera e propria guida allo stile parigino fatto di pezzi unici e abbinamenti… chic!

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