MFW S/S 2018 – (Foto)

Scostumista –“Nel ‘900 è stato creato tutto, ormai non s’inventa più nulla, si può solo provare a cambiare” – Franco Moschino. Il secolo scorso è stato fonte d’ispirazione per molti designer che hanno presentato le loro collezioni per la Primavera/Estate 2018 alla Milan Fashion Week: si attinge soprattutto dagli anni ’90, che, a più di vent’anni di distanza possono essere meglio capiti e rielaborati. C’è chi come Donatella Versace, rende omaggio al fratello Gianni, riproponendo le iconiche collezioni come quella Vogue, Marilyn e Andy Warhol, Baroque, e la metal mesh, indossata da super top dell’epoca come Naomi Campbell, Cindy Crawford,  Helena Christensen e Carla Bruni per un gran finale sotto le note di “Freedom” di George Michael. Donatella invita i giovani stilisti ad avere più coraggio, a non omologarsi, così come ha fatto suo fratello Gianni creando capi iconici che possono essere indossati dalle top del passato, ma anche dalla nuova generazione di modelle come Gigi e Bella Hadid, Kendall Jenner e Kaia Gerber, la figlia di Cindy Crawford. Jeremy Scott per Moschino riprende quell’estetica punk/romantic con tutù dai colori pastello indossati su boots, anfibi e bikers di pelle aggiungendo però l’elemento ironico e dissacrante tipico del brand come le t-shirt con stampate immagini di My Little Pony e chiudendo la sfilata con abiti “botanici”: incredibile il lungo tubino che sboccia come una Calla e l’abito bouquet dove il volto di Gigi Hadid è contornato da fiori colorati. Alessandro Dell’Acqua torna alle origini, per la primavera-estate la collezione N.21 presenta delicati abiti trasparenti con lingerie a vista in tutte le sfumature del rosa, dal cipria, al rosa carne arrivando al fuxia.  Stesso discorso per Blumarine, dove Anna Molinari rilegge in chiave moderna gli abiti leziosi e super femminili che caratterizzano il suo brand. Iperfemminili sono anche le ragazze di Alberta Ferretti che sfilano con jumpsuit e short luccicanti, gonne di piume, paillettes e cristalli. Marchi, questi ultimi, che guardano a giovani e romantiche millenials. Francesco Risso riscopre il DNA di Marni attraverso giochi di sovrapposizioni, bustier, che si allargano sui fianchi, stampe e pattern che si mescolano creando un caleidoscopio di forme e colori; discorso uguale, ma inverso per il debutto alla direzione creativa di Jil Sander di Luke e Lucie Meier, anche loro partono dal DNA del brand che con le sue forme pulite e asciutte è stato protagonista durante la fase del minimalismo degli anni ’90, e lo fanno scarnificando e portandolo ad una semplificazione quasi esasperata con un risultato di pura eleganza. L’anima del brand di Trussardi viene confermato con questa collezione che vede sfilare viaggiatrici di lusso con indosso comode jumpsuit e pratici slipdress; se Gaia Trussardi celebra l’essenza del brand che porta il suo nome, Angela Missoni festeggia i vent’anni alla direzione creativa del marchio fondato dai genitori con le emblematiche righe e zig-zag colorati, impreziosite da tessuti glitter. Festeggiamenti anche da Etro che nel 2018 celebra i 50 anni del brand, la collezione Bhoemian/chic è ispirata ai viaggi in India, con le classiche stampe peisley, ma anche con il bianco assoluto. Come spesso accade, quando un direttore creativo è fresco di nomina, va a studiare gli archivi del brand, così Paul Surridge celebra l’heritage di Roberto Cavalli, progettando outfit per donne forti e sensuali che sottolineano la linea del corpo. Forza e delicatezza trasmettono i modelli di Max Mara: classici tailleur strutturati e trench realizzati con un’insolita organza; l’organza traslucida dai colori tenui si sovrappone e dà un allure impalpabile a capi più audaci di Salvatore Ferragamo. Giorgio Armani invece si allontana dallo stile androgino e minimale che lo ha caratterizzato negli anni ’90, ingentilisce così questa collezione con fiori, colori vibranti e paillettes che s’illuminano di notte. Colori accesi e fiori tropicali contaddistinguono anche la collezione di Fendi, Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi, s’ispirano al Futurismo italiano di Balla, riprendendo le opere di Balla, i disegni di Fendi comprendono modelli a scacchi e linee che attraversano il corpo. Per questa collezione Miuccia Prada ha esplorato gli archivi di Tarpé Mills, creatrice della prima supereroina donna, e ha collaborato con artiste come Fiona Staples, Brigid Elva, Stellar Leuna, Joëlle Jones, Natsume Ono, Emma Ríos, Trina Robbins, Giuliana Maldini dando vita a supereroine metropolitane, donne forti quasi aggressive che indossano abiti baby su pantaloni, gonne e top dove animali, fumetti e fiori tropicali decorano i tessuti colorati. Tomas Maier per la primavera / estate 2018 di Bottega Veneta progetta una collezione con abiti da sera traslucidi, applicazioni di borchie su velluti dai colori sfumati, e trench di pelle esotica. L’indissolubile duo creativo Dolce&Gabbana porta in scena regine di cuori, gli ormai classici abiti bustier see-through si alternano ai pattern barocco/mediterranei, a stampe di re, fanti e regine, nero assoluto o colori sgargianti, completi sartoriali e accessori vistosi. E’ un mix di stili la sfilata di Antonio Marras, c’è il pizzo, i merletti, i ricami su tessuti preziosi, abiti cascanti inizio secolo, turbanti anni ’40, per una donna unica che sa essere sempre diversa. E poi c’è lui: Alessandro Michele, lo show più spettacolare è sempre quello di Gucci, non c’è bisogno di guest star, di trovate geniali o di effetti speciali, protagonisti assoluti sono i vestiti, i colori, i tessuti, le silhouette estreme, qui convivono stili e mode diverse, sono d’ispirazioni epoche lontane, prossime e future, c’è un omaggio ad Elton John e allo stilista Bob Mackie che ha disegnato gli outfit più eccessivi per il compositore britannico, le spalle sono esagerate, i marsupi con logo su abiti di chiffon, long-dress sparkling, occhiali da sole dalla montatura anni ’80, accenni all’oriente, la moda di Alessandro Michele è una moda coraggiosa, così come come è stata quella di Gianni Versace, quel coraggio che Donatella invoca per tutti i giovani e futuri stilisti.    di Annapaola Brancia d’Apricena

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