Anita Pallemberg se ne va, il suo stile resta

Scostumista-Anita Pallemberg se ne va, il suo stile resta.

Ci sono dei periodi storici in cui mi sarebbe piaciuto vivere: gli anni ’20 e gli anni ’60 per esempio; ci sono dei personaggi appartenuti a quelle epoche che mi avrebbe fatto piacere conoscere: Zelda Syre, moglie di Scott Fitzgerald, e Anita Pallemberg, compagna di Keith Richards, due it girl che hanno incarnato un modello di donna libera, anticonvenzionale e con tanta voglia di divertirsi. Zelda è ormai morta da tempo, Anita se n’è andata ieri all’età di 73 anni.

Lady Rolling Stones è stata un’icona degli anni ’60, la groupie per eccellenza.

In un’intervista di un anno fa ad Alain Elkann alla domanda se avesse paura di invecchiare, risponde che era pronta a morire, e che non si sarebbe neanche mai aspettata di superare i quarant’anni. Ha avuto una vita intensa Anita Pallemberg, nasce a Roma nel 1944 da un agente di turismo italiano e da una segretaria tedesca, a 16 anni comincia a fare la modella, a New York frequenta la Factory di Andy Warhol e partecipa alla performance ‘Paradise Now’ con il Living Theatre.

E’ stata la compagna dell’artista Mario Schifano, poi nel 1965 a Monaco partecipa ad un concerto dei Rolling Stones, ancora non famosissimi (Satisfaction  sarebbe dovuta uscire a breve), comincia una relazione con il chitarrista Brian Jones che dura due anni,  gli acidi che la coppia assume procurano a Jones forti incubi e lui diventa violento, durante una vacanza in Marocco Anita scappa via in Inghilterra con Keith Richards con il quale resterà legata per 12 anni e con cui fa tre figli (Marlon, Angela, a cui è dedicata la canzone Angie scritta e composta da Keith Richards nel 1973, e Tara morto poco dopo la nascita per problemi di salute). La coppia condivide la dipendenza da eroina, e come la stessa Pallemberg ammette, le droghe sono state il suo grande amore, una storia d’amore a cui però deve rinunciare. Riesce a disintossicarsi, si rimette in gioco e nel 1994 si diploma alla Central St Martins in  fashion and textile degree. Collabora con un’altra protagonista degli anni del sesso, droga e rock’n roll: Vivienne Westwood. La moda è forse la forma d’arte che più le si addice, il suo stile ha fatto scuola, precorritrice del bohemian-chic, indossa abiti cortissimi con cinturoni in vita, stivali al ginocchio, ampi cappelli floppy, tuniche etniche, pellicce e occhiali da sole. Il suo stile è copiatissimo e tutt’ora fonte di ispirazione di stylist.

Indossa i costumi futuristici creati da Paco Rabanne per il film ‘Barbarella’ di Roger Vadim, affiancando Jane Fonda nel ruolo della Black Queen. Seguono altre pellicole, l’ultima risale a sei anni fa, diretta da Abel Ferrara.

Jo Bergman, assistente personale della band dal 1967 al ’73, ha dichiarato: “Anita è una Rolling Stones, lei, Mick, Keith e Brian erano i Rolling Stones, la sua influenza è stata profonda. She keeps things crazy.”

di Annapaola Brancia d’Apricena

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