Legge 40, nuovo rinvio contro l’uso degli embrioni in più per la ricerca

ROMA – Nuovo ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Il tribunale di Firenze contesta i punti relativi al divieto di utilizzare, per la la ricerca, gli embrioni  malati o in più e quello sull‘irrevocabilità del consenso della donna ai trattamenti di procreazione assistita dopo la fecondazione dell’ovocita.

Per il tribunale di Firenze la legge 40 violerebbe gli articoli della Costituzione 2 (sui diritti inviolabili dell’uomo), 9 (sulla promozione della ricerca scientifica) e 32 (sulla tutela della salute e sulla non obbligatorietà dei trattamenti sanitari se non per disposizione di legge) in riferimento al divieto di utilizzo degli embrioni abbandonati o malati a fini di ricerca.

Secondo i giudici fiorentini vengono anche violati gli articoli 2, 13 ( sull’inviolabilità della libertà personale) e 32 in riferimento all’irrevocabilità del consenso della donna ai trattamenti dopo la fecondazione dell’ovocita.

Questo nuovo rinvio alla Corte Costituzionale segue il ricorso di una coppia affetta da patologia genetica che, dopo la diagnosi preimpianto, ha rifiutato l’impianto di embrioni malati o non testabili, e ha chiesto di destinarli alla ricerca. 

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