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Andare al cinema fa bene alla salute e uno studio spiega perché

1 Ottobre 2021 - di Claudia Montanari

Una delle poche attività che si fanno senza essere connessi è andare al cinema. E fa bene alla mente e al corpo. Lo conferma uno studio inglese dell’University College of London, che ha pubblicato i risultati della ricerca commissionata da Vue International (gruppo proprietario del circuito The Space Cinema) per esplorare cosa succede al corpo e alla mente durante la visione di un film al cinema.

Il cinema fa bene alla salute, lo studio

La scienza conferma i benefici fisici, mentali ed emotivi dell’esperienza cinematografica in sala. Lo studio infatti suggerisce tre elementi specifici e particolarmente distintivi dell’esperienza cinematografica: l’attività focalizzata, la socialità condivisa e l’elemento culturale.

Dr Joseph Devlin, Professore di Neuroscienze Cognitive all’UCL, spiega: “Esperienze culturali come andare al cinema offrono al nostro cervello l’opportunità di dedicare la nostra completa attenzione per periodi di tempo prolungati. Al cinema nello specifico, non c’è altro da fare se non immergersi. La nostra capacità di mantenere la concentrazione e l’attenzione gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra resilienza mentale. Questo perché la risoluzione dei problemi richiede in genere uno sforzo concentrato per superare gli ostacoli, e questo ci rende più produttivi. Le attività con un focus sociale condiviso, d’altra parte, aumentano la nostra creatività, le prestazioni di squadra e il legame con gli altri. Ed è stato anche dimostrato che riducono i sentimenti di solitudine e depressione”.

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La ricerca nel dettaglio

Lo studio è stato condotto dalla Facoltà di Psicologia Sperimentale dell’Università londinese. Ha partecipato un gruppo di volontari che ha preso parte alla proiezione di un film della durata di due ore indossando dei sensori biometrici, con i quali i ricercatori sono stati in grado di misurare un notevole aumento della frequenza cardiaca dei partecipanti durante la visione: un ritmo equivalente a un’attività cardio leggera.

Il monitoraggio ha rilevato anche un progressivo allineamento dei battiti degli spettatori, quasi fino a sovrapporsi per andare all’unisono. I test sulla cute hanno mostrato inoltre che in alcuni momenti più coinvolgenti nella trama si è innescato un aumento dei livelli di eccitazione emotiva.

Tanya Goodin, fondatrice di Time to Log Off e autrice del libro Off , spiega: “Uno dei sintomi della nostra cultura, fissata con lo smartphone, è che ci stiamo sempre più ritirando in esperienze solitarie sui nostri dispositivi. Non sorprende quindi che la solitudine sia una sensazione sempre più frequente in tutte le fasce d’età, specialmente in questi ultimi tempi. Siamo diventati più connessi che mai e il multitasking è diventato la norma. Anche se spesso pensiamo che sia produttivo, tutte le prove dimostrano che in realtà questa attitudine rallenta le prestazioni del cervello e abbassa il QI.

Per anni gli psicologi hanno conosciuto gli effetti positivi dell’essere completamente immersi in un’esperienza o in uno ‘stato di flusso’. È riposante e rigenerante per il nostro cervello iperstimolato, esattamente come perdersi in un film sul grande schermo.

Tim Richards, CEO di Vue International, conclude: “Tra il destreggiarsi tra più dispositivi e il vivere in un mondo in cui non siamo quasi mai offline, spegnere tutto non è mai stato così importante. Il cinema è uno degli ultimi posti in cui ci si può davvero perdere. E questa ricerca conferma che non è solo un modo di dire, ma che gli effetti benefici sono persino misurabili scientificamente”.

Su questo tema c’è anche un film, Get Lost, lanciato da The Space Cinema (il circuito presente in Italia con 36 multiplex). Creato da Joint Agency London, in collaborazione con Ridley Scott, che appare anche nel film, è diretto da suo figlio Jake.

Get Lost: perdersi nell’esperienza di un film al cinema e ritrovarsi migliorati nello spirito e nel corpo. Viaggiare lontano con la mente e con la fantasia comodamente seduti sulla propria poltrona. Circondati dal suono, a luci spente e di fronte al grande schermo. Una sfida e una missione contro il multitasking, la vita always on fatta di continue distrazioni davanti a display e monitor. Tra notifiche, squilli e chat. L’invito a disconnettersi dal mondo e tuffarsi nella magia della sala.

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