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Omicidi in pausa pranzo: giallo in salsa comica contro la vita impiegatizia

MILANO – Contro il logorio della vita impiegatizia, metti… un omicidio in pausa pranzo! Anzi tre, morti ammazzati, e un suicidio. E’ l’espediente narrativo trovato da Viola Veloce, giovane scrittrice alla sua prova d’esordio. Qui il suo blog.

Omicidi in pausa pranzo è un romanzo esilarante, un giallo a tinte sgargianti e una sapiente satira sul mondo del lavoro. Corroborato da una buona dose di cinismo. Che non guasta mai.

La protagonista si chiama Francesca Zanardelli, un’impiegata milanese di 34 anni in piena crisi esistenziale.Tradita e abbandonata dal suo fidanzato a un passo dall’altare, affronta con sistematica rassegnazione le sue giornate tra casa, lavoro e improbabili appuntamenti al buio organizzati dalla mamma, che non si rassegna all’idea di avere una figlia zitella.

Un’esistenza a tratti fantozziana (non a caso la protagonista è anche lei una ragioniera) sconvolta da un clamoroso colpo di scena. Un serial killer si accanisce sul reparto Pianificazione e Controllo della sua azienda. Proprio quello in cui Francesca lavora. E lei, suo malgrado, diventerà la testimone principale, attorno alla quale ruoteranno le indagini.

E’ proprio lei a scoprire il primo cadavere in bagno quando, di rientro dalla pausa pranzo, vede spuntare due piedi da sotto alla porta del wc. Morta stecchita, per terra, c’è la sua dirimpettaia di scrivania, Serena Marinelli, quarantacinquenne odiata da tutti per la sua scarsa attitudine al lavoro. “Forforella”, come la chiamavano i colleghi malevoli, è stata strangolata con una corda bianca e poi ricomposta con le braccia incrociate sul petto, già in posa per la sepoltura.

L’omicidio getta nello sconforto tutti e 300 i dipendenti dell’azienda, che cominciano a sospettarsi l’un l’altro. Le donne vanno in bagno solo a gruppetti, nessuno si ferma più a chiacchierare dinanzi alle macchinette del caffè. I coniugi Zanardelli temono per la vita della figlia, e le consigliano di licenziarsi, ma Francesca sa che al giorno d’oggi il posto fisso è un privilegio da difendere anche a costo della vita.

Nel romanzo il tema del lavoro è centrale. L’”azienda omicidi“, come viene tristemente ribattezzata dalla stampa, si fa topos letterario della grande ditta italiana anni ’90, quella dei grandi carrozzoni a partecipazione statale. Anche per i personaggi che la popolano: il direttore pignolo, la segretaria timorata, la sindacalista, l’imbranata, l’attaccabrighe, ecc.

Mentre sullo sfondo scorrono le indagini della Procura di Milano, Francesca decide di venire a capo del mistero, improvvisandosi investigatrice. Così la sua vita riacquista ritmo e colore. E alla fine il giallo si tinge di rosa.

Omicidi in pausa pranzo è anche una storia di self-publishing di successo. A lungo bistrattata dalle case editrici, nel 2013 Viola Veloce si è autopubblicata su Amazon. Prima di finire nelle mani sapienti della Mondadori il suo ebook è stato per un anno in cima alle classifiche di Amazon, grazie al passaparola in rete.

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