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Divorzio, aborto, diritti…L’emancipazione delle donne in un libro

ROMA – Divorzio, aborto, adulterio femminile, parità tra i coniugi: fino a non molti anni fa tutto questo in Italia non era legale. Ci sono volute molte battaglie per ottenere quello che in altri Paesi è stato raggiunto molto prima. Per esempio, solo dal 1963 le donne italiane possono accedere alla magistratura, solo dal 1968 l’adulterio femminile non è più considerato reato. O ancora: è dal 1970 che è possibile divorziare; dal 1975, invece, esiste parità tra i coniugi nel diritto di famiglia; nel 1978 viene approvata la legge sull‘aborto e nel 1981 il ‘delitto d’onore’ non è più riconosciuto nel diritto penale.

Esce adesso un libro che racconta il lungo e difficile percorso per l’emancipazione della donna e per il riconoscimento di alcuni suoi diritti: “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”, curato dalla fondazione ‘Nilde Iotti’ per le edizioni Ediesse.

Un manuale, più che un libro solo da leggere, che in modo rigoroso e semplice ricorda le tappe e i contenuti delle conquiste legislative, dall’inizio della Repubblica alla conclusione dell’ultima legislatura, che hanno cambiato la vita delle donne e l’assetto economico, sociale e culturale del nostro Paese.

Un Paese, sottolineano le autrici del libro (Elena Marinucci, Silvia Costa, Rosa Russo Jervolino, Grazia Labate e tante altre) che sarebbe molto più arretrato senza le lotte delle donne. Se non ci fossero state le loro tenaci battaglie di emancipazione e liberazione, condotte attraverso un intreccio fecondo di iniziative delle associazioni, dei movimenti, dei partiti, delle istituzioni, l’Italia sarebbe una nazione molto più arretrata e molti articoli della Costituzione non sarebbero stati applicati.

Basti pensare che solo dal 1996 la violenza sessuale è reato contro la persona e non contro la moralità pubblica e il buoncostume e solo nel 2012 si è completata la piena parità giuridica tra figli nati dentro e fuori del matrimonio.

“Un filo rosso attraversa le leggi volute dalle donne, spiega nella prefazione Livia Turco, la promozione della dignità della persona umana attraverso l’inclusione sociale, l’inserimento nel lavoro, la lotta alle discriminazioni, la valorizzazione dei legami familiari. La promozione della parità e il riconoscimento della differenza femminile”. E nonostante tutto, su questo tema resta ancora molto da fare.

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