Chef Massimo Bottura: “Prego e cucino avanzi per i poveri”

Noma miglior ristorante al mondo. L’italiano Massimo Bottura è terzo

ROMA – Lo chef Massimo Bottura ha presentato ieri con l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, il presidente della Caritas Ambrosiana monsignor Luca Bressan, Davide Rampello e Giuseppe Sala di Expo 2015, il progetto “Refettorio Ambrosiano”, mensa per i poveri da 96 posti che sarà ricavata dal Teatro Greco, nel quartiere alla periferia di Milano, ristrutturato dal Politecnico. Nel Refettorio, aperto per tutto maggio 2015 e gestito dalla Caritas, saranno cucinati gli avanzi dei padiglioni di Expo 2015.

Massimo Bottura è lo chef che da quattro anni è nella lista dei 50 ristoranti migliori al mondo con l’Osteria Francescana di Modena. “Quando è arrivata la terza stella Michelin, ho pensato che avevo conquistato un simile traguardo cucinando croste bollite di parmigiano- spiega – Avevo voglia di restituire un po’ del mio successo, dimostrare che non siamo personaggi egocentrici: il nostro è un lavoro fatto al 90 per cento di fatica, che ci porta a viaggiare fino a Montreal e a ripartire il giorno dopo senza aver guardato in faccia la città, perché abbiamo solo cucinato”.

“La religione? Io prego, come faceva mia madre: lei è la prima persona a cui ho parlato di questo progetto, lo scorso Natale, prima che ci lasciasse”. Figlio di un imprenditore emiliano, Bottura in vent’anni ha costruito una fama mondiale, pagando qualche conto. “Quando ho detto a mio padre che non mi sarei occupato dell’azienda di famiglia, tra di noi non è più stata la stessa cosa”.

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