“Viagra del lavoro”, in Germania boom di lavoratori “dopati”

Viagra addio? "SST-6006", crema che si spalma sui genitali

BERLINO – In Germania è boom di “viagra del lavoro”, psicofarmaci che aiutano a sentirsi più sicuri e in forma e a lavorare con più energia. Si tratta di medicine legalmente prescritte, non droghe vietate. Ma le conseguenze sono terribili: tossicodipendenza ed effetti collaterali chefiniscono per ammalare, con la conseguenza che i giorni di congedo per malattia si moltiplicano.

Andrea Tarquini per Repubblica spiega:

I “viagra del lavoro”, ecco l’altra faccia dell’efficienza economica, così come nuove povertà furono gli effetti collaterali della rivoluzione industriale. Se «lavorare stanca», come scrisse Cesare Pavese, ecco oggi l’illusione letale del rimedio. È il quotidiano liberalconservatore e filo-Merkel Die Welt, non già qualche media o associazione alternativa, no global o di sinistra alternativa, a dare l’allarme. Era il tema d’apertura della prima pagina di ieri. Secondo i calcoli della AOK, la più importante cassa malattia pubblica tedesca, e delle altre principali mutue statali o parastatali, dal 2002 al 2012 il consumo dei viagra del lavoro è aumentato di una cifra da capogiro, tra il 300 e il 400 per cento.

Il dato è una proiezione delle statistiche del numero delle ore di congedo malattie chieste e ottenute da persone attive nel mondo del lavoro che a causa della tossicodipendenza indetta da quei medicinali si sono ammalate, erano diventate zombie o ectoplasmi sotto la grisaglia o qualsiasi altro abito buono ai piani alti delle industrie esportatrici global player o delle banche di Francoforte. La Germania esporta più auto, aerei, elettronica high-tech, prodotti bancari, progetta auto di lusso jet o treni superveloci sempre più seducenti, abbassa ancora il rendimento dei Bund, i titoli sovrani federali. La molla diventa una spirale, un circolo vizioso.

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