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Muore diciassettenne: sceglie di non curare il cancro per dar luce al figlio

C’è un momento nella vita in cui si è necessariamente di fronte a una scelta. Che questa sia lavorativa o sentimentale, non si hanno mai sconti; le scelte fanno parte del nostro viaggio, comprese nel prezzo del biglietto.

Certo però, quando si ha 17 anni e la scelta da fare è quella tra vivere o morire, la questione si fa forse più difficile e ingiusta. È ciò che è successo a Jenni,  morta dopo aver partorito il suo bambino, Chad, a soli 17 anni.

A questa giovanissima mamma le è stato diagnosticato un cancro alla testa poco prima di aver scoperto di essere incinta. Avrebbe avuto, forse, qualche chance in più di sopravvivere se avesse seguito le terapie anti cancro, molto aggressive, che i medici le avevano consigliato. Cure che erano evidentemente incompatibili con la salvezza, invece, della creatura che aveva appena scoperto di portare in grembo.

Ma andiamo con ordine per raccontare la storia tanto triste quanto forte di Jenni Lake, studentessa dell’Idaho (USA). A soli 16 anni la ragazza comincia ad accusare forti mal di testa. Dopo i necessari esami il referto è chiaro e devastante: cancro al cervello e alla spina dorsale, che lascia davvero poco spazio alla speranza. La probabilità di sopravvivenza non supera il 30%.

Un paio di settimane dopo ecco la notizia, più lieta, ma tragica nella tragedia: Jenni è incinta, ed ecco la scelta più importante della sua vita. Per tenere il bambino avrebbe dovuto smettere immediatamente le cure, incompatibili con il feto, e andare dunque incontro a morte certa. Oppure avrebbe dovuto abortire e provare a lottare con tutte le forze contro il male. Jenni, questa diciassettenne così coraggiosa, sceglie la vita: quella del suo bambino.

Ecco così che interrompe tutte le cure con un coraggio sorprendente per una donna che ancora non è neppure una donna.

A questo punto, se fossimo stati protagonisti di un bel film Disney, ci saremmo aspettati un lieto fine. Purtroppo però questo non è un cartone animato tanto meno un film. È la dura realtà che difficilmente è clemente con le sorti umane, anche quando si tratta dei “buoni”. Jenni partorisce il suo piccolo Chad e riesce a coccolarselo per 12 preziosi giorni. Poi muore.

La madre di Jenni ha rivelato: “Ho sempre sperato, dentro di me, che dopo aver partorito potesse riprendere le cure e salvarsi”.

Purtroppo non è andata così.

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