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Selvaggia Lucarelli e il sesso italiano: schizza lo spread si abbassa il desiderio

Ormai parlare di spread e di crisi economica è diventata cosa comune. Ma cosa succede se, per una volta, si inizia a parlare di crisi non sotto il profilo economico ma quello sessuale?

A farlo, è niente meno che Selvaggia Lucarelli, che lu Libero quotidiano scrive: “(…) col maschio italico afflitto da incognite lavorative e problemi economici, rendimento tra le lenzuola e tasso di interesse nei confronti del mondo femminile stanno subendo un duro contraccolpo. Da donna io vi avverto: il rischio concreto è che le italiane se ne vadano a cercare maschi senza problemi di insolvenza nell’Eurozona. E le mie conclusioni allarmistiche non partono affatto da fantasie o esperienze personali, ma da una serie di dati a dir poco inquietanti che avvalorano la tesi dell’inconfutabile connessione tra crisi economica e calo della libido”

E, sottolinea, che tale “teoria” è supportata da dati scientifici: “quelli di Alexa (azienda americana che si occupa di analizzare il traffico Internet e divulgare statistiche) hanno scoperto che nel 2011 il famoso Youporn è crollato al trentottesimo posto nella classifica dei siti più cliccati, superato di ben tre posizioni dal meno noto sito Jobrapido”.

Insomma, sembra che la preoccupazione di trovar lavoro sia adesso molto più forte rispetto a quella di cercar… piacere.

E ancora, l’opinionista dice: “E a questo punto, per noi povere donne, si prospettano scenari decisamente inediti: intanto cominceremo a svegliarci nel cuore della notte accorgendoci che nostro marito non è a letto ma davanti al computer con gli occhi cerchiati e l’aria infoiata perchè sta chattando col direttore personale della Folletto srl che gli propone un posto di rappresentante nell’area del Lodigiano. Poi, per fare in modo di risultare minimamente desiderabili, dovremo abbandonare pizzi e guepiere, chiuderci in una capsula abbronzante, indossare un tailleur, cotonarci un po’ la cofana  e somigliare almeno vagamente ad Emma Marcegaglia”.

E certo che, se davvero l’effetto della crisi è così ben visibile…. inutile cercare nuovi mondi in quel di Grecia e Spagna, a dispetto di ciò che dice un recente studio secondo cui i primi latin lover a letto adesso sono proprio gli spagnoli. 

E ancora, ironicamente, conclude: “Ci pensasse, l’uomo italiano, prima che la situazione degeneri. Perchè se non se n’è ancora accorto, le agenzie di rating lo hanno già declassato dalla tripla A dei bei tempi in cui il playboy nostrano era il massimo dell’affidabilità sul mercato del maschio mondiale, alla doppia B del maschio odierno. Stanco, pigro, demotivato, precario anche nel desiderio e ormai irrimediabilmente abitudinario e privo di fantasia. Ricominciate  a stupirci, mie cari maschi italiani.  Non solo il sabato sera, non solo se il lavoro va bene, non solo se lo spread s’abbassa. O almeno, non solo nel solito letto matrimoniale. L’ha detto pure Monti: il posto fisso è una noia”.

 

 

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