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Contraccezione con coca cola e coito interrotto. Le false credenze

ROMA – Coca cola come anticoncezionale, mai incinte la prima volta e nessun dialogo con il proprio ginecologo: le giovani italiane sono bocciate nelle conoscenza sulla contraccezione. A dirlo è una ricerca internazionale condotta Gfk Healtcare su quasi 9mila donne tra i 20 e i 30 anni in 17 Paesi. Tra loro anche 500 donne in Italia. E proprio dal nostro Paese vengono dati preoccupanti.

Per una giovane italiana su tre il coito interrotto è un efficace sistema contraccettivo  ed è impossibile restare incinta al primo rapporto. Solo il 16% si sente informata sui metodi contraccettivi disponibili e una su cinque non ha ai parlato con il proprio medico di contraccezione. Questo porta ad avere un tasso di aborti ancora troppo alto, soprattutto tra le adolescenti. Addirittura per il 7% del campione la Coca cola è uno spermicida, utile per non restare incinta, e per una su dieci, invece, basta un bacio per provocare una gravidanza.

Durante il congresso a Lisbona della Societá Europea sulla Contraccezione (Esc) in cui sono stati presentati questi dati è stato anche mostrato un nuovo dispositivo intrauterino, il più piccolo al mondo, disponibile anche in Italia, che una volta inserito dal ginecologo ha un effetto che dura tre anni. Un dispositivo, quindi, particolarmente indicato per le donne giovani, anche se va bene a tutte le età, perché, oltre a risolvere i frequenti casi di dimenticanza della pillola contraccettiva ha un bassissimo dosaggio ormonale.

 

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