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Amore nell’era degli Sms: quali sono quelli giusti da scrivere?

ROMA – La scrittura dei messaggi attraverso il telefono cellulare ha iniziato a diffondersi verso la fine degli anni Novanta e oggi gli sms rappresentano la tecnologia di trasmissione dati più diffusa in assoluto nel pianeta. Secondo alcuni dati statistici presenti in rete, generalmente in Italia ogni persona provvista di un telefono cellulare invia quotidianamente un numero compreso fra 21 e 50 sms, il cui contenuto spazia dai semplici auguri per una ricorrenza, a richieste di lavoro, scambi di battute fra amici ecc.

Ma  che ruolo giocano nelle relazioni amorose gli sms? Se da una parte il ritorno alla scrittura sembra avere qualcosa di antico e romantico, dall’altra l’uso sempre più massiccio di questo tipo di comunicazione ha inevitabilmente influenzato i rapporti umani, che spesso nascono,si declinano e finiscono proprio a suon di sms. Come non citare infatti le numerose cause di separazione con addebito per via di qualche sms piccante e clandestino scoperto dal coniuge tradito? Naturalmente questo rappresenta solo la conseguenza peggiore determinata dall’abitudine di scambiarsi sms, che invece in molte altre occasioni possono rivelarsi uno strumento prezioso di seduzione.

Com’è possibile dunque fare in modo di avvicinare, coinvolgere e incuriosire chi ci sta a cuore attraverso un banale scambio di sms? Va fatta subito una precisazione; vista la frequenza con la quale si inviano o si ricevono, gli sms vanno ormai considerati alla stregua di vere e proprie telefonate. Alla luce di ciò, va da sé che andrebbero usati nella giusta quantità e per comunicare qualcosa di concreto; il primo passo allora per rendere un sms complice del nostro corteggiamento, sarà quello di inviarne pochi, e dal contenuto chiaro e preciso. In rete vi sono dei veri e propri siti-guida che si propongono di insegnare qual è il giusto sms da inviare per ogni step della relazione; si va dal messaggio circostanziale di conoscenza, a quello giusto per invitare qualcuno ad uscire, fino addirittura ad arrivare a quelli più adatti per allontanare un corteggiatore o un fidanzato sgradito.

Entrare in questo tipo di logica può diventare tuttavia piuttosto noioso e controproducente, poiché significa azzerare l’incognita che ogni relazione rappresenta e che è senza dubbio anche uno dei suoi maggiori motivi di fascino. Volendo invece continuare a riservarsi dei sacrosanto margini di libertà e improvvisazione, ma volendo al tempo stesso provare a decodificare il linguaggio amoroso attraverso l’uso dei messaggi, ecco alcuni spunti per fare in modo che gli sms diventino complici delle nostre partite amorose:

– Si agli sms brevi e scherzosi, no a quelli troppo lunghi ed esistenziali. Questo suggerimento vale sempre e vale doppio se non c’è ancora una relazione solida; affidare ad un messaggio considerazioni profonde su se stessi, sulla vita o sul rapporto che si sta vivendo potrebbe confondere ed annoiare la persona che lo riceve. Meglio allora essere leggeri e concisi, aspettando di vedersi di persona per affrontare argomenti più seri.

– Se non si riceve risposta, non inviarne altri. Questo è senza dubbio il classico errore che si commette quando si è presi da qualcuno e quando non si dà il giusto peso agli sms. Quando non si riceve risposta tuttavia, qualunque sia la domanda contenuta nel messaggio, non bisognerebbe mai inviarne un secondo, rischiando così di apparire ansiosi e oppressivi; d’altra parte, se voleva rispondervi l’avrebbe fatto,no?

– No agli sms a qualsiasi orario del giorno e della notte. Dal momento che gli sms possono ormai essere considerati alla stregua delle telefonate, bisogna essere cauti sull’orario in cui inviarli; non si tratta solo di evitare di svegliare qualcuno nel cuore della notte con un “bip”, ma anche di mostrarsi persone equilibrate che sanno aspettare un orario congruo per comunicare.

– Non affrontare mai chiarimenti via sms. Sebbene gli sms facilitino la vita, ci sono certi argomenti che possono e devono essere affrontati solo di persona. È stupido ed ingiusto infatti- tanto per fare un esempio-, lasciare qualcuno con un semplice messaggino, così come è solo controproducente chiedere in che direzione sta andando il rapporto affidandosi alla tastiera di un cellulare.

E cosa dire poi di quelle relazioni che si consumano quasi esclusivamente via sms? Sembra assurdo, eppure sono tante le persone, non solo giovanissime, che placano il proprio bisogno d’affetto affidandosi ad un rapporto che si consuma sostanzialmente solo attraverso una tastiera. Che vedersi di persona sia più impegnativo, coinvolgente e “pericoloso” è cosa ovvia; ma ne vale anche la pena? Questa sembra essere la paradossale domanda che la dilagante mania degli sms vuole sollevare.

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