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Mary Poppins: autrice Pamela Travers era tutto fuorché tata modello…

Mary Poppins: l'autrice Pamela Travers era tutto fuorché una tata modello...

ROMA – Mary Poppins nel 2014 compirà 50 anni (il film di Walt Disney con Julie Andrews) e 80 anni (il libro).È l’occasione per Natalia Aspesi di parlare di Miss Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff, la diffidente angloaustraliana autrice di Mary Poppins.

La sua vita, in parte raccontata in “Saving Mr. Banks”, film in uscita con Tom Hanks ed Emma Thompson, fu molto diversa dal favoloso mondo della tata modello da lei inventata:

È il solo accenno biografico di Pamela, la cui vita privata difesa da ogni intrusione giornalistica, potrebbe ispirare un altro film, non certo disneyano, diretto magari da Stephen Frears, il regista di Philomena. Mentre lei e Walt dilaniavano la tata Poppins a seconda dei loro interessi, Camillus, un ragazzo di ventun anni, era da poco uscito da una prigione di massima sicurezza londinese dove era stato rinchiuso sei mesi, per aver guidato ubriaco e senza patente. Era quella la spina segreta nel cuore della ormai matura signorina Travers, che di quei centomila dollari (più il 5 per cento degli incassi), che le avrebbe assicurato la cinecessione della sua Mary, aveva bisogno, per aiutare quel giovane che si era rovinato la vita, o lei l’aveva rovinata a lui, rovinando anche la sua. Questa segreta angoscia l’ha raccontata l’australiana Valery Lawson nell’accurata biografia Mary Poppins, she wrote appena ripubblicata da Simon & Schuster, e l’ha confermata sul Times di qualche settimana fa Joseph Hone, 77 anni, irlandese, scrittore di polizieschi e fratello maggiore di Camillus.

Miss Travers si rovinò la vita adottando un bambino:

A 41 anni, Pamela non aveva un marito, un amante, un figlio: aveva avuto, suggerisce la biografa, due legami più o meno saffici, ma aveva molto amato, non si capisce se del tutto ricambiata, uomini importanti del mondo culturale angloirlandese, affascinanti, più vecchi di lei, in cui ricercava il padre perduto e idealizzato. Nel 1940, nella Londra cupa della guerra, si sentiva troppo sola e prese una decisione che si rivelò catastrofica: riempire il vuoto della sua vita con un bambino da amare e crescere secondo i suoi principi. Se la sua Mary Poppins aveva reso felici i piccoli Banks, perché un piccolo qualsiasi non avrebbe potuto far felice lei? Lo trovò nella casa di un vecchio amico, Joe Hone, autore di una biografia del poeta irlandese e premio Nobel Yeats: nonno di cinque nipotini, praticamente abbandonati dai genitori e costretto a occuparsene saltuariamente, Hone fu ben contento dimostrare all’aspirante mamma gli ultimi nati della sconquassata famiglia, due gemellini di pochi mesi. Mary Poppins che era la tata prodigiosa di Michael e Jane (anche nel film), della neonata Annabel e dei gemelli John e Barbara (solo nei libri), certo avrebbe seguito la preghiera del nonno intellettuale stanco di nursery, “prendili tutti e due, sono piccoli”. Ma la poco materna Pamela, su consiglio di uno dei tanti guru mistici cui lei si affidò sempre (tra cui il celebre armeno-russo Gurdijeff, costosissimo) le ingiunse di adottare solo quello nato per primo.

Separare due gemelli: un grande errore, quello di miss Travers

Così Camillus fu separato da Anthony, il primo allevato nel benessere, il secondo nell’indigenza, e seppero dell’esistenza uno dell’altro a 17 anni: Anthony cercò Camillus, che scoprì di essere stato adottato, e fu una tragedia; quella separazione, pensarono entrambi, li aveva condannati all’infelicità e all’alcolismo. A causa del quale Anthony morì nel 2005, e Camillus sei anni dopo. Ma Hone non colpevolizza la madre adottiva che non riusciva a essere meravigliosa come Mary Poppins: con lei, scrive sul Times, Camillus ebbe una vita migliore di quella che avrebbero potuto offrigli i suoi genitori. «È stato lui a distruggersi, molto più di quanto possa aver fatto Pamela».

L’unica “figlia” che diede soddisfazioni a Pamela Travers fu la sua creatura, Mary Poppins. Anche se Walt Disney non fu molto carino con la scrittrice:

La grandiosa prima di Mary Poppins fu fissata per il 27 agosto del 1964, al Grauman’s Chinese Theatre sull’Hollywood Boulevard: Walt Disney non aveva nessuna intenzione di invitare la signora Travers, temendo le sue escandescenze. Ma lei ci teneva troppo e coraggiosamente gli mandò un telegramma per annunciargli che comunque lei ci sarebbe stata, che le si trovasse una poltrona. Walt cedette, Pamela si lasciò incantare da tutto, gli effetti speciali, le canzoni, gli interpreti, i cartoon, il technicolor, e alla fine scoppiò a piangere, travolta dalla commozione. E non importa se sullo schermo nei titoli di testa, il suo nome, piccolissimo, incompleto e asessuato (P.L. Travers), era attribuito a un “consulente”, e solo alla fine una microscritta diceva seccamente “basato sulle storie di P.L. Travers”.

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