Interstellar FAQ, spiegazioni di tutto quello che non avete capito

Interstellar FAQ, spiegazioni di tutto quello che non avete capito

ROMA – Buchi neri, fisica quantistica, gravità, spazio-tempo… Avete visto “Interstellar” e non ci avete molto? Siete usciti dal cinema con diverse domande, ripensando all’intero film? In effetti l’ultimo lavoro di Cristopher Nolan è un film ambizioso che affronta parecchi argomenti e che dà informazioni a raffica allo spettatore, lasciandolo a tratti spiazzato.

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Intervistato da Silvia Bizio per Repubblica Cristopher Nolan racconta:

Teme che il pubblico possa non capire il film?

“La cosa più importante è divertire la gente, seguire il viaggio emotivo dei personaggi. Ci sono tanti passaggi complicati nel film, alcune delle cose di cui parliamo non le capisco nemmeno io, abbiamo avuto bravissimi consulenti e cercato di essere più vicini possibile alla realtà astrofisica, ma alla fine quello che conta è divertire. Lasciare il pubblico confuso era un rischio. Ma penso che se coinvolgi la gente emotivamente ci sono più probabilità che segua l’arco della storia, mentre se punti tutto sul livello intellettivo la perdi. Un padre che deve lasciare i figli conferisce l’aspetto emotivo”.

Prima di vedere alcune domande e alcune risposte ecco la trama in breve:

Il nostro pianeta è sconvolto da drastici cambiamenti climatici che hanno devastato l’agricoltura terrestre. L’unico prodotto agricolo sopravvissuto alle intemperie è il granoturco, così un gruppo di scienziati decide di intraprendere un viaggio spaziale attraverso un wormhole per trovare luoghi in cui la vita sia possibile. Il viaggio attraverso un portale interdimensionale conduce gli esploratori a una destinazione che trascende la conoscenza scientifica.

Il Post riporta quindi una serie di domande e risposte per spiegare alcuni passaggi “critici” del film. Eccole:

ATTENZIONE, SPOILER IN VISTA:

Chi sono i misteriosi “loro” cui si fa di continuo riferimento?

Posto che Cooper (Matthew McConaughey) abbia ragione, “loro” sono i nostri discendenti, che si sono evoluti nelle cinque dimensioni. Poiché esistono in cinque dimensioni (il tempo è la quarta di queste), vivono il tempo in modo non lineare e diverso da come lo viviamo noi. Sono loro a creare il cunicolo spazio-temporale (“wormhole”) e il tesseratto che salva Cooper (più avanti vi spieghiamo che diavolo è un tesseratto).

Perché Mann (Matt Damon) prova a uccidere Cooper e a scappare?

Perché è solo questione di tempo prima che gli altri si accorgano delle sue menzogne sul pianeta che gli era stato assegnato: ha mentito per fare in modo che lo venissero a salvare, avendoli indotti a pensare con dati fasulli che il pianeta fosse adatto a ospitare l’umanità, mentre in realtà non lo è. Uccidendo Cooper e rubando la sua astronave, Mann avrebbe voluto fuggire dal pianeta e nessun altro avrebbe mai saputo ciò che aveva fatto. (Potrebbe anche essere diventato un po’ pazzo, e non ci sarebbero state risorse per tutti per sopravvivere).

Che cos’è la “piaga”? Perché il mais è l’unica coltivazione che resiste sulla Terra?

Interstellar non dà molte informazioni su che cosa abbia reso la Terra praticamente inabitabile, anche se viene dato qualche indizio sul fatto che tutto sia dovuto al riscaldamento globale. (A un certo punto, un personaggio accusa espressamente “gli eccessi del XX secolo”). Lo scrittore Alan Weisman, autore tra le altre cose del libro Il mondo senza di noi, ci ha detto che “il mais potrebbe cavarsela meglio” rispetto ad altre colture – in particolare rispetto al grano e al riso, che, insieme al mais, sono i tipi di piantagioni più diffusi – nelle condizioni presentate da Interstellar, ma non si tratterebbe di qualcosa di così significativo. Il mais, ha aggiunto Weisman, ha un vantaggio rispetto al riso e al grano: è più efficiente nel trarre energia dal Sole. Tuttavia, tutti i cereali sono vulnerabili, e Weisman dice che è “estremamente improbabile” che un cereale possa avere così tante speranze in condizioni come quelle mostrate da Interstellar. E, questo è certo, il film fa intendere che il mais, come il gombo, non avranno possibilità di sopravvivere a lungo.

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