La regia di Angelina Jolie conquista la Berlinale

Angelina Jolie senza veli con le gambe legate. FOTO inedite

BERLINO – È proseguita intensa la prima giornata di Berlinale con la star femminile numero uno al mondo: Angelina Jolie, questa volta, e per la prima volta, come regista. Il suo “In The Land Of Blood And Honey” ha inaugurato la sezione ‘Special’ del Festival, quella dedicata a nuove e/o insolite produzioni, personalità di spicco, classici della storia del cinema riportati in pista.

Angelina Jolie inchioda Berlino a quello che un po’ è il suo destino, un Festival e un cinema preferibilmente oltre gli schemi, forte nei mezzi e nel messaggio, possibilmente con attori non professionisti. Lei nel suo film, che ha anche scritto e prodotto, ha voluto solo attori serbi, bosniaci, croati.

Sconosciuti. La scelta è coraggiosa e rende giustizia a una storia tragica e terribilmente attuale, d’amore sì, ma sullo sfondo della Guerra nei Balcani. Lei questo debutto lo argomenta così: “Non mi basta più lavorare solo in film d’azione. Non mi rende felice. Non sono più io. Non sono mai stata più felice che sul set di questo film”.

Una pellicola che era una necessità urgente, ammette la Jolie, e una questione di cuore. Un film sulla Guerra in Bosnia non può non essere controverso e discutibile. Ma “In The Land Of Blood And Honey” nasce da un’ottima ricerca e l’equilibrio dei sentimenti convince. E non fa sconti a nessuno. Una coppia innamorata balla e si ama, nella luce soffusa di un club. Una scena universale di intimità e fiducia.

Un attimo dopo esplode una bomba. L’idillio è improvvisamente tragedia. La discoteca è a Sarajevo. L’anno il 1992. Quello che abbiamo visto è il momento di inizio della carneficina in Bosnia. E al film va soprattutto un merito: lo sguardo delle donne al fronte. Prospettiva rarissima al cinema e in generale. Durante le riprese, rivela la Jolie, sono state pesanti le proteste delle donne bosniache, appena si è diffusa la notizia che il film racconta di un amore tra un soldato serbo e una bosniaca mussulmana.

Ma l’attrice-regista è voluta andare a fondo. Se si sia lasciata ispirare ‘troppo’ dal romanzo ‘A Soul Shattering’ come insinua l’autore James Braddock (alias Josip Knezevic), è ancora da vedere. Di sicuro è grazie all’interpretazione degli attori se la storia d’amore tra Alja e Danijel si lascerà ricordare.

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