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Rihanna ha bloccato vendite e spedizioni di tutti i suoi marchi per il “Blackout Tuesday”

Rihanna

“Non stiamo in silenzio e non siamo immobili”. Rihanna, con il suo impero del commercio al dettaglio, aderisce e supporta il movimento del Black Lives Matter. La cantante ha deciso di promuovere il Blackout Tuesday in modo attivo.

A Rihanna non è bastato pubblicare semplicemente una foto nera, e tornare poi ai suoi affari. Tutti e 3 i marchi Fenty di Rihanna (il suo marchio di lusso Fenty, Fenty Beauty e Savage x Fenty) non hanno venduto nulla ieri, in osservanza del Blackout Tuesday.

Se ti è capitato ieri di visitare i suoi siti, ti sarai accorto del messaggio: “Non stiamo in silenzio e non siamo immobili”.

ANSA

L’impegno di Rihanna con Fenty

“La lotta contro la disuguaglianza razziale, l’ingiustizia e il razzismo diretto non si ferma con donazioni finanziarie e parole di sostegno. In solidarietà con la comunità nera, i nostri dipendenti, i nostri amici, le nostre famiglie e i nostri colleghi in tutti i settori siamo orgogliosi di prendere parte a #BlackoutTuesday “.

“FENTY NON svolgerà alcuna attività commerciale martedì 2 giugno – a livello globale. Questo non è un giorno libero. Questo è un giorno per riflettere e trovare modi per ottenere un vero cambiamento. Questo è un giorno per  #PullUp . #BlackoutTuesday“.

Fenty e Savage x Fenty, inoltre, forniscono informazioni e link alle organizzazioni a cui si può donare ( Color of Change , M4BL , Black Lives Matter NY , Reclaim the Block e The Bail Project).

In un post precedente, i marchi di Rihanna hanno fatto sapere di alcune donazioni al Black Lives Matter.

https://www.instagram.com/p/CA7GyTQoQT6/?utm_source=ig_embed

Rihanna stessa, in uno suo post su Instagram, ha manifestato la sua solidarietà al movimento pubblicando una foto nera con scritto: “non stiamo comprando m**a !!! e neanche vendiamo m**a!”.

Il Black Tuesday

Il Blackout Tusdey è un progetto partito dal settore musicale e artistico, e consisteva in un appello a non pubblicare nuovi contenuti in modo da concentrare l’attenzione sulle rivendicazioni delle proteste in corso in tante città statunitensi.