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Harry e gli attacchi di panico: “Dai 28 ai 32 anni la mia vita un incubo”

Il principe Harry ha parlato dei suoi problemi con gli attacchi di panico nella docuserie di AppleTV + “The Me You Can’t See“, co-creata da Oprah Winfrey.

Il nipote della regina è in terapia da 4 anni, “per guarire me stesso dal passato”, ha spiegato.

Il figlio di Carlo ha rivelato che è stata sua moglie a convincerlo a intraprendere questo percorso di cura.

“Ho visto medici, ho visto terapisti, ho visto terapisti alternativi. Ho visto tutti i tipi di persone”, ha detto, specificando:

“E’ stato l’incontro e lo stare con Meghan, sapevo che se non avessi fatto terapia e non mi sarei rimesso a posto, avrei perso questa donna con cui passerò il resto della mia vita”.

Harry, che all’epoca della morte di sua madre, Lady Diana, aveva solo 12 anni, ha detto che durante la sua infanzia, l’adolescenza e i vent’anni, non era “in un ambiente in cui ero incoraggiato neppure a parlarne, è stato come, essere schiacciato”.

Harry e il problemi con ansia e attacchi di panico.

“Ogni volta che mi mettevo giacca e cravatta e dovevo avere un ruolo e dire ok andiamo, prima ancora di uscire di casa stavo sudando, il mio battito cardiaco era…Ero in modalità lotta o fuga”.

“Attacchi di panico, ansia grave…Quindi dai 28 ai 32 anni probabilmente è stato un periodo da incubo nella mia vita, stavo andando fuori di testa”, ammette.

“Ero disposto a bere, ero disposto a prendere farmaci, ero disposto a provare a fare le cose che mi facevano sentire meno come mi sentivo”, continua.

“Ma lentamente mi sono reso conto che, okay, non bevevo dal lunedì al venerdì, ma probabilmente bevevo quanto valeva per una settimana in un giorno, il venerdì o il sabato sera. E mi ritrovavo a bere, non perché mi stavo divertendo. Ma perché stavo cercando di mascherare qualcosa”.