Nina Zilli, chiama suoi musicisti “Le mie tro**”

Nina Zilli, chiama suoi musicisti "Le mie tro**"

MILANO – Nina Zilli, chiama suoi musicisti “Le mie troie”. Nel corso di un’intervista a Vanity Fair, la cantante ha spiegato di essere cresciuta in un ambiente maschile. “Con il mio primo gruppo, Chiara e gli Scuri, guidavo io il furgone pur avendo sette uomini a bordo”, dice il nuovo giudice di Italia’ Got Talent, che specifica: “Credo che ci sia un maschio dentro di me; per esempio, chiamo i miei musicisti le mie troie. Ogni tanto i ruoli si possono anche ribaltare”.

Nina parla anche del suo rapporto con l’amore:

“Fino ai 16 anni ero l’eterna innamorata non corrisposta. Con la mia amichetta del cuore eravamo due loser, due sfigate cicciottine: lei con i baffetti neri da adolescente, io con il “baffo”, l’apparecchio per i denti esterno. Stavamo tutto il giorno insieme, io scrivevo canzoni e suonavo, lei veniva a sentirmi in saletta. A parte vedere lei, ero piuttosto solitaria”.

E sempre a Vanity l’affascinante Nina ha parlato della fine della sua relazione sentimentale con il collega Neffa, Giovanni Pellino:

“È iniziata come una favola ma si è trasformata presto in un calesse. Un’amica mi disse all’epoca: “Hai scelto lui perché ti volevi punire”. La verità è che seguo il mio istinto (…) ero arrivata a un punto in cui stavo più male che bene. La nostra era una storia di incompatibilità: io avevo chiaro in testa che cosa provavo, lui no. E quando si arrivava alla domanda chiave – sei innamorato? – lui non sapeva rispondere”.

L’artista si sbilancia anche sul suo rapporto con la sessualità e afferma di non essere attratta da pratiche estreme: “(…) Il rapporto sadomaso non mi piace. Sono tradizionalista con qualche guizzo. Vado oltre il missionario, ma non così oltre”. FOTO LA PRESSE.

Potrebbero interessarti anche...