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Dakota Johnson: “Ho lottato contro la depressione fin dalla giovinezza”

Dakota Johnson ha parlato della sua lotta contro la depressione nel corso di un’intervista con Marie Claire Usa.

“Ho lottato con la depressione fin da quando ero giovane, da quando avevo 15 o 14 anni”, ha detto l’attrice.

“In quel momento, con l’aiuto di professionisti, ho pensato: ‘Oh, questa è una cosa in cui posso cadere’. Ma ho imparato a trovarla bella perché sento il mondo”, ha affermato.

“Immagino di avere molte complessità, ma non si riversano fuori da me. Non ne faccio un problema per nessun altro”.

“Il mio cervello si muove a un milione di miglia al minuto”, ha specificato la figlia di Melanie Griffith.

“Devo fare molto lavoro per eliminare pensieri ed emozioni e sono in terapia”.

La situazione sanitaria legata all’emergenza coronavirus tiene sveglia Dakota Johnson ogni notte.

“Penso costantemente allo stato del mondo in questo momento. Mi tiene sveglio la notte, tutta la notte, ogni notte”, sottolinea. 

Depressione in Italia.

In Italia 3 milioni di persone soffrono di depressione, di cui oltre 2 milioni sono donne (dati 2019).

Una malattia spesso non trattata adeguatamente: un milione infatti ce l’ha in forma maggiore (grave), ma solo la metà viene trattato correttamente e tempestivamente.

La depressione maggiore, se non trattata correttamente, è associata ad un’elevata mortalità, stimata intorno al 15%.

Nei pazienti con disturbi dell’umore, uno su tre arriva a cercare di togliersi la vita almeno una volta nella vita.

E a volte i farmaci neanche bastano.

Del milione di pazienti con depressione grave, circa un terzo non risponde alle terapie tradizionali, pur somministrate in dosi e tempi adeguati.

Depressione e coronavirus.

C’è un’indagine sulla popolazione italiana condotta dall’Istituto Piepoli per il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) che fa riflettere.

Il 62% degli italiani pensa che avrà bisogno di un supporto psicologico per affrontare il ritorno alla normalità dopo l’isolamento da coronavirus.

Tale necessità in chi vive in coppia è doppia rispetto a chi vive in famiglia.

Anche i single esprimono un bisogno di supporto psicologico superiore del 12% rispetto a chi vive in famiglia.