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Bambini e tv, più la guardano più ingrassano

ROMA – Ogni ora passata davanti alla televisione a 5 anni aumenta il rischio di obesità in età adulta del 7%: è la formula del legame tra peso e tv tra i bambini.

Un problema che anche in Italia rischia di esplodere come negli Stati Uniti, con le conseguenze sulla salute, in particolare con i rischi maggiori di diabete e malattie cardiovascolari. 

Se nel mondo i bambini obesi sotto i cinque anni sono 43 milioni, in Europa, dove l’obesità è triplicata dagli anni Ottanta, è in sovrappeso un bambino su cinque, uno su tre nella fascia 6-9 anni.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel vecchio continente l’obesità è responsabile del 2-8% dei costi sanitari e del 10-13% dei decessi.

In Italia i bambini sovrappeso sono più di un milione, di cui 400mila obesi. Per questo i pediatri italiani hanno lanciato delle linee guida da seguire, rivolte soprattutto ai genitori.

Si parte dai primi giorni di vita: meglio l’allattamento al seno (e nessun altro tipo di latte) fino ai sei mesi. Niente proteine prima dei due anni. Visite periodiche dal pediatra per controllare la crescita del neonato, ricordando che se cresce troppo in fretta potrebbero esserci dei rischi di obesità in età adulta.

I pediatri sottolineano anche l’importanza delle ore passate a dormire: almeno 14-16 per i lattanti, 12-14 per i bambini tra 1 e 3 anni, 11-12 ore fino ai tredici anni e poi tra le 9 e le 10 ore nell’adolescenza.

Unanime, poi, la condanna della televisione: mai prima dei due anni, e comunque non più di due ore al giorno. Le ricerche hanno dimostrato che  i bambini tra i 4 e gli 8 anni che guardano la tv più di un’ora e mezza al giorno hanno il 75% di rischio di obesità in più rispetto a quelli che la guardano solo un’ora.

 

 

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