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Attenti al cane, al criceto, al gatto… impennata di allergie tra bimbi

ROMA –  Attenti al cane. E al gatto, al furetto, al criceto, al coniglio. Non per i loro morsi o graffi, ma per i peli. Sono loro i responsabili di molte delle allergie che colpiscono almeno un bambino su dieci. Un tipo di intolleranza che sta vedendo una vera impennata di casi.

La colpa dell‘allergia in realtà non è del pelo in sé, ma di una proteina degli animali domestici, l’albumina. Questa si trova nella saliva, nelle ghiandole sebacee e nel sudore e che viene sparso sulla pelliccia quando cani e gatti si leccano per lavarsi.

L’albumina si diffonde facilmente perché è molto piccola e volatile: si attacca al corpo e agli abiti delle persone e può restare anche per molto tempo in casa. Gli ultimi problemi per i più piccoli e la diffusione delle allergie si sono avuti con i “nuovi” animali domestici: non solo cani e gatti, ma anche criceti, cavie, furetti e conigli nani.  

Le reazioni allergiche possono manifestarsi sotto forma di rinite, congiuntivite, orticaria o dermatite da contatto, ma il sintomo principale è l’asma, in forma spesso difficile da riconoscere perché non dà tosse né la tradizionale percezione di mancanza di fiato.

Per trattare queste allergie si può ricorrere agli antistaminici e al cortisone, mentre per un’azione di prevenzione si può ricorrere ai vaccini, che possono essere somministrati sia per via sottocutanea che sublinguale. Ma il rischio è anche inverso: i cani possono sviluppare dermatite da contatto, e in alcuni casi è stato dimostrato che a scatenare la reazione sono stati i peli umani.

 

 

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