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Valentino o Armani, l’abito deve essere eco-sostenibile

Lo sapiamo, voi pensate che, per la notte degli Oscar, la bellissima Livia Firth ha indossato un meraviglioso abito rosso firmato Valentino. E noi, invece, vi diciamo: Livia indossava un meraviglioso abito…. di bottiglie riciclate. Chi lo avrebbe mai detto? Bhe, forse, per chi conosce il progetto “The Greene Carpet Challenge”, fondato nel 2009 appunta dalla moglie di Colin Firth, con l’obiettivo di diffondere la oda eco-sostenibile portandone le creazioni sulle passerelle più celebri. Già da alcune stagioni, in effetti, si sente aria di cambiamento e, ad ogni Fashion Week e ogni “evento big” si ha sempre più chiara la “questione”.

Si legge sul sito di Grazia: “L’iniziativa, che la stessa Livia definisce “totalizzante”, per questo 2012 vedrà la partecipazione di alcuni fra i più grandi stilisti del mondo: Alberta Ferretti, Tom Ford, Gucci, Yves Saint Laurent, Stella McCartney, Lanvin, Paul Smith, Valentino, Roger Vivier ed Ermenegildo Zegna. Ogni stilista sarà chiamato a proporre una creazione originale che verrà sfoggiata sui red carpet più prestigiosi del mondo”.

Insomma, sembra proprio che le case di moda più grandi, molte di queste italiane, abbiamo deciso di abbracciare la moda eco-friendly. Per dirne uno, Eermengildo Zegna che ha realizzato dei capi eco-sostenibili per la cena di beneficenza organizzata da Vanity Fair al ‘Chateau Marmont’ in collaborazione con Oxfam America, organizzazione internazionale di soccorso e di sviluppo che crea soluzioni per la poverta’, la fame e l’ingiustizia.

Ma, prendendo come riferimento ciò che si legge sul quotidiano “Il Sole 24 Ore”, cerchiamo di spiegare meglio l’iniziativa “The Green Carpet Challenge”: “Tutto ha inizio quando il progetto di Livia Firth e di Lucy Siegle (co-fondatrice del progetto), tramite la piattaforma C.l.a.s.s. incontra il nuovo tessuto Newlife delle Filature Miroglio di ALba, provincia di Cuneo. Un tessuto ottenuto dal riciclo di bottiglie di PET, quelle usate per l’acqua minerale, raccolte tutte dal Nord Italia, frutto di quattro anni di ricerca e di due milioni di euro di investimenti, prodotto da una piattaforma di tre aziende: la Demap di Beinasco, che seleziona le bottiglie dalla raccolta differenziata; la Dentis di Sant’Albano Stura, che ricavano da quelle bottiglie un polimero adatto alla filatura con un procedimento meccanico; infine, le Filature Miroglio lo trasformano in fili” che, a quel punto, possono diventare dei favolosi abiti da red carpet.

In riferimento all’iniziativa, Valentino, che ha disegnato l’abito rosso di Livia Firth per il red carpet della notte degli Oscar di quest’anno, ha dichiarato: “Siamo onorati di far parte dell’iniziativa a supporto di questa causa etica così importante. Livia è riuscita a combinare l’etica ed il glamour e questo è un vero challange. Creare un abito “green carpet” Valentino per una perfetta ambasciatrice come lei è stata un’esperienza bellissima”.

 

L’abito eco-friendly formato Valentino

 

 

 

Livia Fith Oscar 02

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