Congedo di maternità: chi vorrà potrà lavorare fino al nono mese

Congedo di maternità: chi vorrà potrà lavorare fino al nono mese

ROMA – Cambia con la Manovra il congedo maternità: chi vorrà potrà lavorare fino al nono mese. Con l’ok del medico, sarà possibile posticipare al parto l’intero periodo di astensione di 5 mesi dopo il parto. Scompare dunque l’obbligo di astensione prima della nascita. Il nuovo sistema è in alternativa a quello attuale, che impone invece l’obbligo di astensione (di uno o due mesi) prima della nascita del bambino. Questo è quanto prevede un emendamento della Lega dedicato alle politiche delle famiglie, approvato dalla commissione Bilancio della Camera.

La disciplina del congedo maternità è rivolta a tutte le lavoratrici dipendenti, comprese quelle di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro, le lavoratrici parasubordinate, quelle con contratto di apprendistato e le socie lavoratrici di società cooperative.

Un altro emendamento inserito in manovra e approvato in commissione prevede che, nel 2019, il congedo obbligatorio per i papà salga a cinque giorni, rispetto ai quattro attuali. Viene inoltre anche la possibilità di astenersi dal lavoro un ulteriore giorno in sostituzione della madre.

Bonus nido da 1000 a 1500 euro. Aumenta da 1.000 a 1.500 euro l’anno il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati. La misura nata con la legge di bilancio 2017 viene estesa con l’incremento fino al 2021. A partire dal 2022 sarà invece un Dpcm a determinare l’importo, comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua.

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