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Caroline Kennedy. La “storia americana” approda in Giappone?

WASHINGTON – La notizia non è ancora ufficiale, ma secondo il “Washington Post” è ormai cosa fatta: Caroline Kennedy, figlia dell’ex presidente John Fitzgerald Kennedy, sarà molto probabilmente la nuova ambasciatrice Usa in Giappone.

Certo, per noi italiani che nel frattempo siamo alle prese con i “10 saggi” in cui non vi è presente nemmeno una donna, la notizia fa un certo effetto.

Anche perché, a quanto pare, sembra che Obama abbia una linea ben precisa da voler seguire. Scrive “La Stampa“: “Il presidente Obama ha maturato lo scorso anno il desiderio di scegliere alcuni americani di alto profilo per assegnare loro il compito di rappresentare la nazione con un approccio diverso dal tradizionale diplomatico”.

E così, dopo i primi “rumors” su una possibile Anna Wintour, direttrice di Vogue America, come ambasciatrice Usa a Londra, ecco che Obama sembrerebbe che stia per tirare fuori dal “cilindro” un altro nome ad effetto come quello di Caroline Kennedy come ambasciatrice Usa in Giappone.

E se è vero che Caroline Kennedy sia in realtà “digiuna” di politica estera e diplomazia, è anche vero che il suo nome è legato ad una lunga storia. Caroline, poi, è da sempre grande sostenitrice di Barack Obama ed il Presidente non ha certo dimenticato che il suo impegno nella campagna elettorale del 2008 fu cruciale per l’elezione proprio di Obama alla Casa Bianca.

La “chiave di volta” di Caroline, si sa, è insita nel suo nome stesso e nell’eredità del padre John Fitzgerald Kennedy. Si legge su “La Stampa“: “E questo è proprio il messaggio che porta con sé a Tokyo, la capitale dell’alleato strategico più importante di Washington in Estremo Oriente. Anche perché siamo nell’anno in cui l’America celebrerà il 50° anniversario dell’assassinio di Dallas e i richiami all’eredità di Kennedy terranno banco. L’agenda di Caroline è molto impegnativa perché include il contenzioso bilaterale sulle base dei marines nell’isola di Okinawa, la crisi nucleare con la Corea del Nord e i rapporti con il gigante di Pechino ma a giudicare dalle reazioni che rimbalzano dalla terra del Sol Levante, ciò che più conta è la ventata di novità che la nomina comporta”. 

Certo, in tutta questa storia c’è spazio anche per i “tabloid” che già si chiedono se il marito di Caroline, alla guida di una affermata azienda di design con sede a New York, sarà disposto a seguire la moglie in quel del Giappone.

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