Bimbi, corsi per programmatori e esperti Pc già a 5 anni: sì o no?

Bimbi programmatori e esperti di Pc già a 5 anni: giusto o sbagliato?
ROMA – Diventare programmatori già a 5 anni. In Italia si stanno diffondendo i corsi per insegnare il linguaggio del computer ai più piccoli e la soglia di età per i primi corsi è bassissima: già a 5 anni i bimbi tentano i primi approcci con la tastiera e a 7 anni possono già creare un videogioco semplice.
La nuova epidemia che vede i bimbi piccoli piccoli già grandi programmatori la spiega Marina Cavallieri che su Repubblica scrive:
“Se in Italia partono i primi corsi grazie a giovani ingegneri e nuove start up, in Inghilterra si va molto oltre: il 2014 sarà l’anno del linguaggio informatico, l’“Year of Code”, e l’insegnamento dei codici di programmazione arriverà nella scuola primaria. È una rivoluzione nelle aule, punta a trasformare le nuove generazioni da utenti passivi di tecnologia a costruttori, a forgiare fin da piccoli i professionisti di un settore che presto sarà interamente nelle loro mani”
 Chiara Russo, ingegnere, spiega a Repubblica:
“«In Inghilterra c’è anche chi sostiene che si deve privilegiare l’insegnamento del linguaggio informatico rispetto a quello delle lingue straniere, non so se è così ma sicuramente la tecnologia non può più stare al di fuori della scuola. Il nostro slogan è “programmare è importante come leggere e scrivere”. Oggi i bambini fin da piccoli usano strumenti tecnologici ma non sanno quello che c’è dietro»”
L’uso scorretto dell’iPad o di un pc, spiegano gli esperti, può risultare dannoso per lo sviluppo del bambino. Ma i bambini sono davvero in grado di apprendere, già a 5 anni, il linguaggio del computer?
“«Scoprono che il computer è una scatola vuota e che la possono riempire con le loro creazioni», spiega Marco Giordano, ingegnere e docente, «la prima tappa è la conquista di un punto di vista diverso. Programmazione vuol dire, attraverso uno o più linguaggi, dare istruzioni al computer. È quello che i ragazzi imparano a fare: riempire il computer con i loro prodotti che sono frutto della logica e della fantasia ». Un istinto che sorprende, i bambini non hanno solo propensione a consumare oggetti tecnologici ma anche ad immaginarli.
«Quello che ci ha stupito è la grande motivazione, abbiamo lavorato in laboratori con ragazzi dai 7 ai 14 anni e alla fine facevamo fatica a mandarli via. In questi corsi s’impara anche il lavoro di gruppo, s’apprende la capacità di raggiungere un obiettivo. Con i più piccoli abbiamo fatto giochi propedeutici alla logica della programmazione e sono stati bravissimi»”
Le palestre che insegnano la programmazione a bambini ed adolescenti:
“A Milano un anno fa è nata una palestra Coderdojo, un’iniziativa internazionale che si propone di insegnare la programmazione a bambini e adolescenti. Il nome deriva dall’unione della parola “coder”, programmatore, e “dojo”, il luogo dove si svolgono gli allenamenti delle arti marziali. Il primo centro fu creato in Irlanda nel 2011 da un ragazzo di 19 anni. «Sono stato stimolato da mio figlio di 11 anni che mi aveva detto che voleva creare un videogioco», racconta Massimo Sala, «oggi in Italia ci sono circa 15 centri in varie città dove si percepisce un’energia incredibile, non è apprendimento il loro, hanno capacità innate, si trasformano subito da consumatori a protagonisti, basta poco, anche un’ora, per realizzare un videogioco molto semplice». Così i piccoli programmatori crescono aspettando le lezioni sui banchi della scuola”

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