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Sfida al Greenwashing: Ue, sì al divieto di distruggere vestiti invenduti

7 Dicembre 2023 - di Claudia Montanari

Il Parlamento e il Consiglio dell’Unione europea hanno siglato un accordo cruciale per l’aggiornamento del Regolamento “Ecodesign,” mirato a rendere i prodotti sostenibili sin dalla fase di progettazione. Questo accordo sostituirà l’ormai datata direttiva del 2009, ampliando il suo ambito per includere tutti i beni sul mercato dell’UE. Un punto saliente è l’introduzione del divieto di distruzione per prodotti tessili e calzature invenduti.

Divieto di distruggere prodotti tessili invenduti

L’accordo prevede, innanzitutto, un divieto di distruzione per prodotti tessili, accessori di abbigliamento e calzature che rimangono invenduti. Questo divieto entrerà in vigore due anni dopo l’applicazione del regolamento (sei anni per le medie imprese). Un passo fondamentale per ridurre gli impatti ambientali e promuovere una gestione più responsabile degli stock di merce invenduta.

Il nuovo regolamento, noto come Regolamentazione sull’Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR), sostituirà la direttiva del 2009. Oltre al divieto di distruzione, introdurrà misure volte a favorire la durabilità, la riparabilità e il riciclo dei prodotti.

Dati sulle merci distrutte e incentivi alla circularità

Coloro che distruggono merci invendute dovranno ora comunicare annualmente le quantità e le motivazioni di tale distruzione. Questo approccio mira a scoraggiare pratiche dannose, con la speranza che le imprese considerino alternative come la manutenzione, il riutilizzo, il riciclo e la vendita di oggetti di seconda mano. Si stima che tali attività possano generare da 30 a 200 volte più posti di lavoro rispetto allo smaltimento tradizionale.

La mancanza di divieto per prodotti tecnologici

Nonostante i passi avanti, gli attivisti esprimono preoccupazioni riguardo alla mancanza di un divieto sulla distruzione dei dispositivi elettronici invenduti, una pratica diffusa e dannosa per l’ambiente. La sfida di applicare le norme UE ai prodotti venduti online e importati da rivenditori esteri rappresenta un’altra area di preoccupazione.

Inoltre, la sfida nell’applicare le norme UE ai prodotti venduti online e importati da rivenditori esteri potrebbe ancora rappresentare una minaccia.

Il ruolo dei “Passaporti Digitali”, uno scudo contro il Greenwashing

Il regolamento introdurrà i “passaporti digitali” dei prodotti, strumenti che forniranno ai consumatori informazioni dettagliate sul ciclo di vita del prodotto. Questi “passaporti” includeranno dati sulla sostenibilità, la facilità di riparazione, il riciclabilità, l’efficienza energetica e altri aspetti cruciali. Questo strumento diventerà uno scudo contro il greenwashing, rivelando informazioni chiave come la composizione dei materiali e l’impronta ecologica.

Prossimi passi

Sebbene il Regolamento rappresenti un passo significativo verso l’obiettivo del Green Deal di rendere i prodotti sostenibili la norma, alcune criticità richiedono attenzione. Il divieto di distruzione dei prodotti tessili è lodevole, ma è fondamentale estendere queste misure anche ai prodotti tecnologici.

L’accordo sul regolamento Ecodesign rappresenta un passo significativo verso l’obiettivo del Green Deal di rendere i prodotti sostenibili la norma. Tuttavia, la mancanza di divieti per la distruzione di prodotti tecnologici e le sfide nell’applicazione delle regole online richiedono attenzione continua. La trasformazione è in corso, ma la vigilanza e l’adozione formale del regolamento da parte del Parlamento e del Consiglio nei prossimi mesi sono fondamentali per garantire un futuro più sostenibile entro la fine del 2024.

Fonte: EUNEWS