Virus Zika colpisce cervello adulti. E può portare a paralisi

Pubblicato il 2 settembre 2016 15.30 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2016 15.32

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Virus Zika colpisce cervello adulti. E può portare alla paralisi

M ILANO – Il virus Zika non colpisce solo il cervello dei bambini, ma anche quello degli adulti, e può persino, in alcuni casi, portare alla paralisi, conducendo alla sindrome di Guillain-Barré, una malattia rara autoimmune del sistema nervoso che si manifesta quando il sistema immunitario danneggia le cellule nervose, causando debolezza muscolare e, talvolta, paralisi.

Diversi Paesi in cui sono stati registrati casi di contagio da virus Zika hanno mostrato un legame tra il virus e questa sindrome. Questo perché alcune cellule del cervello adulto potrebbero essere vulnerabili all’infezione, in particolare popolazioni cellulari che servono a rimpiazzare i neuroni persi o danneggiati durante l’età adulta e ritenute cruciali per l‘apprendimento e la memoria.

Le ricerche condotte fino ad oggi suggeriscono che il virus Zika colpisce le cellule progenitrici neurali fetali. Il cervello maturo conserva nicchie di queste cellule e il sospetto degli esperti era che il virus potesse colpirle anche nell’adulto. Alcuni studi recenti hanno dimostrato che nell’adulto l’azione del virus non interessa l’intero cervello in modo uniforme, come nei feti, ma solo due popolazioni cellulari in qualche modo molto suscettibili all’infezione.

Come spiega l’Adnkronos, 

I ricercatori hanno scoperto che l’infezione era correlata con evidenze di morte cellulare e ridotta generazione di nuovi neuroni nelle regioni colpite. L’integrazione di nuovi neuroni nei circuiti dell’apprendimento e della memoria, fanno notare, è essenziale per la neuroplasticità e deficit in questo processo sono associate con il declino cognitivo e patologie come la depressione e il morbo di Alzheimer.

Gli autori dello studio riconoscono che un adulto sano possa essere in grado di opporre una risposta immunitaria efficace che impedisca al virus di attaccare. Tuttavia, suggeriscono, alcune persone, per esempio con sistemi immunitari indeboliti, potrebbero essere più vulnerabili.