Una pillola al litio per vivere più a lungo

Pubblicato il 8 aprile 2016 16.00 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2016 15.21

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B RUXELLES – Una pillola al litio per vivere più a lungo. Sembra fantascienza, eppure uno studio condotto dai ricercatori dell’UCL Institute of Healthy Ageing, del Max Planck Institute for Biology of Ageing e dell’European Molecular Biology Laboratory rivela che la sostanza utilizzata per regolare l’umore nelle persone che soffrono di disturbo bipolare è utile anche nel contrastare la proteina Gsk-3 (glicogeno sintasi chinasi 3), responsabile dell’invecchiamento.

Negli studi condotti finora sui moscerini della frutta (che possiedono anche loro la proteina Gsk-3) si è dimostrato che, somministrando basse dosi di litio, si riesce a estendere la vita degli insetti in media del 16%. Questi risultati fanno sperare che si possa arrivare ad una pillola con questa sostanza in grado non solo di allungare la vita, ma soprattutto di evitare l’insorgere di malattie legate all’età come l’Alzheimer, il diabete, il cancro e il Parkinson.

I ricercatori hanno osservato che il litio è in grado di frenare l’invecchiamento bloccando Gsk-3 e attivando un’altra molecola chiamata Nrf2, che si trova nei vermi, nelle mosche e nei mammiferi (compreso l’uomo), e rappresenta un’importante difesa contro i danni delle cellule.

Gli autori dello studio avvertono comunque che una pillola che bersagli Gsk-3 difficilmente verrà realizzata e messa in commercio nei prossimi dieci anni. E’ più probabile che succederà nei decenni seguenti. Ma una volta messa a punto, potrebbe potenzialmente aumentare la durata della vita di circa 7-10 anni.

I ricercatori adesso dovranno testare i risultati sui topi, animali più complessi dei moscerini, per poi passare ai primati e, solo alla fine, agli esseri umani.