Il silenzio fa bene al cuore. Rischio infarto con troppo rumore

Pubblicato il 9 settembre 2016 07.00 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2016 10.17

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Il silenzio fa bene al cuore. Rischio infarto con troppo rumore

C RACOVIA – Il silenzio fa bene alla salute del cuore, l’inquinamento acustico ne è nemico. E chi vive in luoghi particolarmente rumorosi, come vicino agli aeroporti, può subire dei danni da questo stress acustico. A dirlo è uno studio dell’Università di Cracovia (Polonia) presentato all’Esc 2016 di Roma, che ha indagato proprio gli effetti del rumore aereo sui livelli di pressione sanguigna di chi vive vicino agli aeroporti, e la prevalenza di ipertensione arteriosa e danni d’organo asintomatici, come rigidità delle arterie, ipertrofia ventricolare sinistra e funzione diastolica.

I ricercatori hanno seguito per tre anni cento persone, tra i 40 e i 65 anni, residenti vicino ad alcuni aeroporti ed esposti ad oltre 60 decibel di rumore, mentre il gruppo di controllo di cento persone è stato reclutato in aree a basso livello di rumore o comunque inferiore al limite di 55 dB.

L’analisi dei risultati ha rivelato che la pressione sanguigna misurata in ambulatorio era più alta nei volontari esposti a rumore rispetto al gruppo di controllo, con una prevalenza del 40% contro il 24%. Inoltre gli indicatori di danno d’organo asintomatici risultavano significativamente alterati tra un gruppo e l’altro.

Questi dati hanno permesso ai ricercatori di stabilire che l’esposizione a lungo termine al rumore del traffico aereo è associata a valori pressori elevati e ad una prevalenza di ipertensione arteriosa insieme ad una incidenza maggiore di danni al cuore. 

Che il rumore degli aerei o del traffico stradale, soprattutto nelle ore notturne, potesse aumentare il rischio di ipertensione arteriosa era stato del resto confermato anche da uno studio svolto nei dintorni dell’aeroporto inglese di Heatrow. Il lavoro aveva messo in relazione gli alti livelli di rumore prodotto dagli apparecchi a un maggior numero di ricoveri ospedalieri e di morte per ictus, malattie coronariche e cardiovascolari degli abitanti. È stato poi stimato che una riduzione del rumore anche di soli cinque dB potrebbe ridurre la prevalenza di ipertensione dell’1,4% e di disturbi coronarici dell’1,8%, con un beneficio economico quantificato in 3,9 miliardi di dollari l’anno solo negli Stati Uniti.

Un’altra ricerca ha calcolato che per ogni 10 dB in più di esposizione al rumore, infarti ed ictus aumentano del 7-17%, con effetti negativi anche sull’umore: in particolare un incremento di irritabilità, fastidio e nervosismo.

I danni si fanno sentire anche sui più piccoli. Diversi studi sono concordi nel rilevare effetti del rumore sulle capacità cognitive dei bambini, con disturbi di memoria e attenzione e rallentamenti nell’apprendimento scolastico.