Farmaci, distribuzione diretta o no: cosa conviene ai pazienti?

Pubblicato il 22 settembre 2016 15.30 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2016 15.13

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Farmaci, distribuzione diretta o no: cosa conviene ai pazienti?

R OMA – Distribuzione dei farmaci: costa di più quella diretta o quella per conto terzi? Quale è più conveniente per le Regioni italiane? E per i pazienti? Questo tema, molto dibattuto, sarà al centro di un congresso che si terrà a Milano dal primo al 4 dicembre, in occasione del XXXVII congresso nazionale SIFO (Società dei farmacisti ospedalieri e servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie).

I due recenti studi promossi dalla Società dei farmacisti ospedalieri e servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e con l’Università di Ferrara hanno comparato la Distribuzione Diretta con la Distribuzione per Conto rispettivamente in dieci Aziende Sanitarie piemontesi e tra due Aziende Sanitarie di Ferrara con la ASL H di Roma.

In entrambi gli studi, sotto il profilo dei costi a carico del SSR (Servizio Sanitario Regionale), risulta più vantaggiosa la distribuzione diretta. Tuttavia uno studio esteso a tutto il territorio nazionale ed esaustivo sull’argomento, fino a oggi, non è mai stato fatto, sostiene SIFO, che ha avuto un’idea: chiamare ad uno stesso tavolo tutti gli stakeholders, inclusi i cittadini e le istituzioni, al fine di mettere a punto una metodologia condivisa per individuare ed analizzare tutti gli elementi dei modelli attuali, dai costi, alla qualità alla equità del servizio reso al paziente.

OGNI REGIONE HA UN COSTO DIVERSO – I fattori da prendere in esame sono tanti. E vanno messi nella giusta correlazione l’uno con l’altro. Altrimenti, senza un metodo di lavoro scientificamente basato e condiviso tra i diversi attori in campo, di volta in volta la realtà può apparire diversa. Come sottolinea il presidente SIFO, Marcello Pani. “Ogni regione ha adottato in maniera legittima ed autonoma il proprio modello organizzativo per la gestione della DD e della DPC, per questo non deve stupire se i costi sono diversi. Un confronto approfondito e affidabile dei costi deve essere fatto analizzando accuratamente gli accordi stipulati da ciascuna regione, e considerando anche eventuali servizi resi dalle farmacie di comunità”.

Dato che il numero di studi pubblicati sull’argomento è estremamente limitato, SIFO si farà promotrice di un’iniziativa che, prevedendo la partecipazione di tutti gli stakeholders, promuova la condivisione di una metodologia per analizzare tutti gli elementi dei modelli attuali, dai costi alla qualità, fino all’equità del servizio reso al paziente. Le Regioni potranno così avere a disposizione elementi oggettivi e strumenti validati per scegliere il modello più adatto.

CIO’ CHE CONTA E’ L’EQUILIBRIO DEL SISTEMA – Il centro della discussione, secondo SIFO, non è infatti chi effettua la distribuzione dei farmaci, o dove viene fatta: i farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie operano a tutela della salute, e quindi quello che più conta per loro è il fatto che il Sistema rimanga in equilibrio per garantire a tutti le cure più adeguate. SIFO, inoltre, ritiene necessario garantire un’assistenza farmaceutica che sia equa ed omogena in tutte le Regioni. Le farmacie ospedaliere e le farmacie territoriali del SSN sono impegnate a perseguire l’appropriatezza d’uso dei farmaci, ed insieme alle farmacie di comunità assicurano un efficace percorso assistenziale nell’ambito della continuità ospedale-territorio.