Vasco Rossi confessa: “Albachiara? L’ho scritta mentre…”

Pubblicato il 21 aprile 2016 11.50 | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2016 11.50

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Vasco Rossi parla della sua sua canzone capolavoro “Albachiara” nel corso di un evento organizzato all’Auditorium Parco della Musica di Roma in occasione dell’iniziativa “Incontri d’autore”. Presto lo vedremo allo Stadio Olimpico dove il Blasco si esibirà il 22, 23, 26 e 27 giugno per l’unico appuntamento live del 2016, il “Vasco Live Kom `016”. Ma non solo: il cantante ha annunciato un evento destinato a rimanere nella memoria del popolo del Komandante: a giugno dell’anno prossimo, a Modena, nel Modena Park, ci sarà una special night per celebrare «i primi 40 anni di palco.

“La mia grande soddisfazione è stata dare credibilità al rock italiano, ho capito che dovevo trovare un linguaggio più diretto di quello usato dai cantautori per arrivare al pubblico. Così ho scoperto che la storia di una canzone non necessariamente va raccontata per intero, si possono lasciare spazi vuoti che vengono riempiti dall’immaginazione del pubblico”. Il rock per lui “rimane provocazione, sberleffo: Albachiara l’ho scritta di getto una notte in cui piangevo per la rabbia di essere caduto sul palco perchè ero salito su una spia che si è rovesciata: parlare allora di masturbazione femminile era una provocazione”.

Non sono mancati riferimenti agli inizi della carriera e a episodi esilaranti:

“La prima volta sul palco è stata a piazza Maggiore a Bologna: Lucio Dalla aveva organizzato una cosa con gli Stadio, che erano la sua band dell’epoca. Alla fine gli Stadio non vennero più, io chiamai alcuni amici. Eravamo più gente sul palco che tra il pubblico”, spiega Vasco Rossi. Poi ancora: “La mia grande soddisfazione è stata dare credibilità al rock italiano – ha proseguito Vasco – ho capito che dovevo trovare un linguaggio più diretto di quello usato dai cantautori per arrivare al pubblico e ho scoperto che la storia di una canzone non va necessariamente raccontata per intero, si possono lasciare spazi vuoti che vengono riempiti dall’immaginazione del pubblico”. (Fonte: Gazzetta.it).