Romina Power, figlia Cristel contro i Social: “Iniziative…”

Pubblicato il 12 aprile 2017 12.19 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2017 12.19

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Romina Power e Cristel Carrisi: due gocce d'acqua FOTO

R OMA – Romina Power, figlia Cristel contro i Social: “Iniziative…”. Cristel Carrisi si scaglia contro le iniziative Social. La figlia di Romina Power e Albano, da sempre molto sensibile ai temi sui diritti umani, non trova utile l’ultima campagna che sta diventando virale sui Social in cui molti personaggi dello spettacolo stanno condividendo un foglio con l’hashtag “Every Child is My Child”. Secondo la giovane artista, questa condivisione non ha senso e non aiuta di certo i bimbi siriani che si trovano in territorio di guerra. In un lungo post su Instagram Cristel esprime tutto il suo sdegno e, oltre a dire la sua in merito all’iniziativa Social che sta spopolando in questi giorni, consiglia a tutti di fare azioni concrete verso i bambini della Siria. La ragazza ha scritto:

“Per quanto possa essere lodevole il sentimento di voler fare qualcosa contro gli orrori della guerra in Siria, i bambini siriani non se ne fanno un bel niente di un foglio di carta con su scritto un hashtag. Forse qualcuno mi può spiegare meglio a cosa serve questo movimento “Every Child is My Child” perché evidentemente me ne sfugge l’utilità. Vedo solo uno spreco di grandissimi personaggi dello spettacolo con in mano un foglio che di concreto fa assolutamente niente per questi poveri bambini che vivono quotidianamente nell’inferno da ormai 6 anni.

Piuttosto scegliamo un’organizzazione che ha fatto tanto e continua a dare una migliore qualità di vita ai bambini siriani, come l’UNICEF. Tre anni fa ho avuto l’onore di lavorare accanto agli agenti dell’ UNHCR nel campo rifugiati Zaatari in Giordania. In poco tempo avevano eretto scuole, mense, interi quartieri con container per cercare di simulare un senso di normalità per questa gente che aveva perso tutto. Oggi questo campo esiste ancora e per molti bambini rappresenta l’unica sensazione di casa e di appartenenza. E’ vero che non si può più tacere, ma più che parlare e postare a vuoto, bisogna DONARE e aiutare i professionisti che dedicano il loro tempo e la loro esperienza contro le atrocità della guerra. DONIAMO all’UNICEF, FORZA!”.

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