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Il giornalista che non vuole essere chiamato “dude”

NEW YORK – Alex Beam ha scritto un articolo dal titolo “Don’t call me Dude” , che in italiano si potrebbe tradurre “non chiamarmi caro”. nell’articolo pubblicato sul New York Times lo scorso 21 gennaio, il giornalista si ribella a questa parola molto diffusa in America e avverte, scherzosamente, che non vuole essere più chiamato “dude”.

“Negli anni ’90, ho saltato un pomeriggio di lavoro per andare a vedere al cinema il classico di Pamela ‘Barb Wire’, remake post-apocalittico di ‘Casablanca’ ambientato in uno strip club. Nel film, la Anderson gioca a fare la cacciatrice  di taglie che odia gli uomini che la chiamano un certo nome. Nel film, la Anderson ripete lo slogan ‘Non chiamarmi Babe!’ prima di fare fuori qualche delinquente maschilista”.

“La mia versione è invece ‘Non chiamarmi Dude’. Dude è una parola che sento ovunque. Quando il presidente Obama è apparso su Comedy Central durante la campagna elettorale 2010, Jon Stewart lo ha chiamato ‘Dude’. Più tardi, Obama ha detto: ‘Come presidente, vengo chiamato in modi peggiori'”

“[…] Ho appena trascorso una meravigliosa vacanza con i miei giovani figli, e a volte sono stato scambiato per un ‘dude’, un ‘amico’ (Beam associa “dude” al termine amico, ma sarebbe più corretto tradurlo appunto come “caro” o “carissimo” n.d.r). […]Dove lavoro, la parola con la D è ovunque. Ad esempio: ‘Dude, hai scritto male il nome Gisele Bundchen (…)’. Ora, permettetemi di dire alcune cose. Io ho più di 50 anni. La maggior parte dei miei capelli sono grigi. Ho l’artrite all’anca. Posso diventare nonno in un futuro non troppo lontano. […] Io non sono ‘dude’ di nessuno”.

“Secondo il Dizionario Inglese di Oxford, ‘dude’ è ‘un termine gergale entrato in voga a New York all’inizio del 1883 in connessione con le manie ‘estetiche’ di quell’anno. […] Più utilmente, la web-based Urban Dictionary riconosce che ‘dude’ è diventato ‘il pronome universale. . . una parola che gli americani usano per affrontare l’altra persona’. ‘Dude’ lo usano in particolare surfisti e skater’.

“[…] L’Urban Dictionary, spiega invece che è ‘una parola che può essere utilizzata in pubblico perché nessuno sa cosa vuol dire’. Per altri la parola ‘dudeism’ risale al piacevole e insensato film del 1998 ‘Il grande Lebowski’ [….]. La pellicola ha generato una religione su Internet e creato la Chiesa dell”Ultimo giorno Dude’ che ha anche 100mila sacerdoti Dudeist sparsi per il mondo […].”

“Ho visto poi un video dal titolo ‘Don’t Call Me Dude’ della dimenticata thrash metal band  ‘Scatterbrain’. Devo ammettere di ammirare le parole del brano che descrive un amante respinta che finisce nel reparto di psichiatria per aver strangolato un uomo che la chiama ‘Dude’[….]”.

“Non chiamatemi Dude. Siete stati avvertiti”. 

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