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AirPod: la prima auto ad aria compressa

ROMA – Arriva la prima macchina del mondo ad aria compressa: si chiama AirPod, viene prodotta dalla lussemburghese Motor Development International, costerà 7mila euro e percorre 100 km con 1 euro. L’auto è il frutto dell’accordo tra Tata e MDI: sarà una city car, ma la gamma di modelli prevede anche berline, macchine da famiglia, veicoli commerciali, trattori e bus. La macchina potrà essere ricaricata in casa ed il motore, se collegato ad una presa di corrente, potrà essere utilizzato come generatore di emergenza.

Cyril Negre, responsabile tecnico dell’auto ad aria della MDI, rivela a Repubblica: “La prima auto ad aria ad arrivare sarà l’AirPod e sarà omologata come quadriciclo leggero “grande”, quello per 16enni. Poi ci sarà anche una versione baby, per i 14enni, e quindi una macchina vera la sfida è lanciata”.

Innovativa non solo nella tecnologia, ma anche nella strategia di mercato. Non esisteranno concessionarie, ma solo fabbriche che si occuperanno della produzione all’80% e della vendita, come spiega Negre: “Nessuna concessionaria, ma officine: produciamo là dove vendiamo. Con vantaggi infiniti, economici, sociali. Pensi solo al fatto che un costruttore normale deve farsi carico di una logistica enorme perché produce in un solo posto e poi è costretto a spedire in tutto il mondo. Noi no. Da noi chi produce vende. Non paghiamo commissione al concessionario perché è la stessa fabbrica che vende la macchina, e questo abbassa enormemente i costi”.

Per la produzione la Mdi ha stimato che avrà bisogno di 25 fabbriche in Francia e 20 in Italia. L’obiettivo sarà la produzione di 140 mila vetture l’anno. Se ricaricata in casa, percorrerà 100 km con 1 euro. Il costo della ricarica nei futuri ”distributori” sarà di 2 euro per 100 km.

La parte più complicata della produzione? “Il motore e la tecnologia – spiega Negre a Repubblica – “Poi una volta stabilito questo è stato tutto facile. Va detto però che per passare dalla vetturetta AirPod alla macchina grande (la AirOne) abbiamo dovuto mettere a punto un sistema che noi chiamiamo a doppia energia. Ossia fra la bombola e il motore c’è un piccolo motore benzina o diesel. Questo bruciatore (fuori dal motore ad aria) scalda l’aria prima del motore, quindi aumenta l’autonomia. La scalda a 600 gradi e non dà emissioni nocive, solo un po’ di CO2, ma consente di triplicare l’autonomia quindi 350 km circa con consumi ridicoli: mezzo litro per fare 100 km”.

 

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