ROMA – Sale, zucchero e grassi come droga. Secondo un’inchiesta di Michael Moss, cronista del New York Times, queste sostanze verrebbero aggiunte apposta in dosi massicce negli snack e nei cibi pronti per innescare una sorta di effetto dipendenza.
Moss ha osservato le abitudini alimentari degli americani. Ne è uscito un libro inchiesta, “Salt Sugar Fat: How the Food Giants Hookes”.
”Ogni anno, in media, un americano consuma circa 15 chili di formaggio, il triplo degli anni ’70, oltre 31 chili di zucchero (cioè 22 cucchiaini al giorno) e 8.500 milligrammi di sale al giorno, il doppio della dose raccomandata e la maggioranza proviene dai cibi pronti, non dalla saliera sul tavolo” spiega l’autore.
”Sale, zucchero e grassi costituiscono la linfa vitale delle industrie alimentari che sfornano continuamente nuovi snack a costi bassissimi per rinforzare e aumentare i consumi”, dice Moss, che spiega come, nei laboratori delle maggiori industrie alimentari, i ricercatori sperimentano il ‘punto di piacere’ dei cibi pronti necessario per innescare il desiderio di consumarne ancora. E lo fanno aggiungendo sale, zucchero, grassi e sostanze chimiche.
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