Un anno fa moriva Lucio Dalla. Lunedì 4 marzo serata evento a Bologna

BOLOGNA – Un anno di vuoto puntellato da tante iniziative. Non per tenerne vivo il ricordo, non ce ne sarebbe bisogno. Ma, forse, per sopportarne meglio l’assenza. E’ stato un anno lungo per Bologna quello senza Lucio Dalla, morto all’improvviso, lontano dalla sua città, il primo marzo del 2012. Dodici mesi di celebrazioni che si concluderanno simbolicamente il 4 marzo, con la serata evento in Piazza Maggiore che vedrà tanti nomi importanti della musica e non solo dedicargli un tributo.

Un anno con tante iniziative, piccole e grandi, cercando sempre di mantenere quel profilo senza troppa retorica, che aveva accompagnato la carriera artistica di Dalla. Quasi tutte a pochi metri proprio da quella piazza, da lui ribattezzata a beneficio di tutto il mondo fuori da Bologna, Piazza Grande.

Prima erano stati i giorni del lutto con la folla sotto la sua casa in via D’Azeglio che ne accolse la salma e poi si mise in fila davanti alla camera ardente; quindi, il funerale in San Petronio, chiuso dal ‘Grazie’ spezzato dall’emozione, dell’amico Marco Alemanno.

Da quel momento, è stato un lungo ricordo che ha accompagnato tanti giorni della citta’ scorrendo come un fiume sotto la pelle dei bolognesi nei momenti belli e in quelli difficili; nei luoghi della cultura ‘alta’ e allo stadio.

La prima occasione per ritrovarsi nuovamente sotto le sue finestre, sotto il balcone dal quale si affacciava, e’ venuta a un mese esatto dalla morte, quando per la prima volta le note delle sue canzoni risuonarono al tramonto lungo Via D’Azeglio a simulare un ipotetico ritorno verso casa del cantautore. Il suo nome è suonato forte anche quando il dramma del terremoto ha colpito l’Emilia. Mentre gli artisti davano in musica il loro contributo, sono stati in tanti a ricordare come Dalla fosse nel cuore di tutti e che lui ”sarebbe stato il primo a mettersi in gioco per dare una mano”. Inevitabile che quando il 25 giugno, nel corso del Concerto per l’Emilia, Gianni Morandi ha intonato le prime note di ‘Piazza grande’, i quarantamila presenti allo stadio Dall’Ara sono esplosi in un fragoroso ”Lucio, Lucio, Lucio”.

Mentre venivano risolte le beghe burocratiche circa la sua eredita’ e si iniziava a parlare di una fondazione, il suo nome veniva scolpito sul selciato del centro cittadino dentro una stella di marmo nella via del jazz. Dopo i ricordi del suo sodalizio artistico con Roberto Roversi, in occasione della scomparsa del poeta a settembre, tra novembre e dicembre un’altra occasione benefica: la tre giorni di visite alla sua ‘casa d’artista’ organizzata dal Fai per raccogliere fondi a favore della ricostruzione del municipio di Finale Emilia. I fortunati che sono riusciti ad avere un biglietto hanno cosi’ potuto camminare tra lo splendore delle sue stanze nel cuore della citta’, ammirando opere d’arte contemporanea, presepi e tutti gli oggetti raccolti in giro per l’Italia di cui amava circondarsi.

Alla fine, oggi, è il primo marzo. E’ passato un anno esatto. E mentre in piazza Maggiore cresce il grande palco che lunedì ospiterà la serata ‘4 Marzo Lucio Dalla’ (tanti gli ospiti di cui si parla, dagli amici Gianni Morandi, Luca Carboni e Stadio a big come il recente vincitore di Sanremo Marco Mengoni, Pino Daniele, Gigi D’Alessio, Renato Zero, i Negramaro e il comico Paolo Rossi tra gli altri) anche dal basso, dai cittadini e dai commercianti della sua strada si pensa a Lucio con una mostra fotografica sulla sua vita nel capoluogo emiliano ospitata nelle vetrine dei negozi.

(Foto Ansa)

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