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Tra Italia e America latina, gli 80 anni di Botero

BOGOTA’ (COLOMBIA) – E’ fra l’Italia, il Messico e la Colombia che il pittore e scultore latino americano più riconosciuto e quotato oggi nel mondo, Fernando Botero, il 19 aprile ha festeggia i suoi 80 anni ed ha ”pregato” di vivere ancora per molti anni per continuare a dipingere: ”La cosa più triste di morire è non poter dipingere: sembra che non ti lascino dipingere là sopra”.

Accompagnato dalla moglie greca Sofia Vari, Botero sta compiendo un tour de force che lo ha portato a Città del Messico per inaugurare la più grande retrospettiva mai organizzata su di lui, e a Medellin, sua città colombiana natale, dove mancava con un’esposizione da ben 62 anni. ”Questo compleanno ha molto significato per me: è importante e drammatico”, ha affermato Botero ai primi di aprile, inaugurando nel Museo de Antioquia a Medellin la mostra intitolata ‘Via Crucis: la Pasion de Cristo’ composta da 27 dipinti ad olio e 23 disegni di spirito sacro.

Una novità per l’irriverente autore di corpi grassissimi ”Ho fatto queste opere – ha aggiunto – perché è un momento fondamentale della vita di Gesù e perché è un argomento che è andato scomparendo poco a poco nella storia della pittura: non ci sono elementi satirici in questo lavoro che è pervaso di grande rispetto”. Al Palacio de Belas Artes della capitale messicana gli 80 anni di Botero sono stati onorati da una ”celebracion” unica nella sua vita. Sono 177 pezzi, fra dipinti e sculture giganti, che vanno dai ricordi dell’infanzia alla serie sulle torture commesse da soldati americani nella prigione di Abu Ghraib, in Iraq. L’esposizione, che dura sino al 17 giugno, raccoglie le opere più significative dei quasi 65 anni di carriera dell’artista colombiano.

”Nel mio caso mi sono ossessionato col volume – ha ammesso Botero nell’inaugurare la grande retrospettiva – Il pubblico vede dalle mie opere che il mio interesse per il volume esagerato è intuitivo. Nessuno mi ha mai detto che era importante, ma io ho sentito la necessità di comunicare questa forza e questa sensualità”.

Mentre ad Assisi Botero ha inaugurato a marzo un’esposizione di gessi, i ”negativi” di tutta la produzione scultorea del maestro dal 1973 ad oggi, che resterà aperta sino al 31 agosto. E a Pietrasanta, dove Botero risiede soprattutto d’estate in una sua villa, riceve l’omaggio della cittadina toscana a tenere una personale di scultura nella piazza principale e una mostra di disegni nella chiesa di Sant’Agostino. E’ da Pietrasanta che è  partita recentemente alla volta di Medellin la sua scultura ”El gato”, in bronzo, del peso di oltre una tonnellata, larga più di quattro metri e alta due. Verrà collocata a San Cristobal, alla periferia della città andina.

”E’ una delle mie migliori sculture – ha assicurato Botero – Ma le persone di Medellin hanno bisogno di una dose di bellezza e di arte per migliorare la loro vita”. Botero è svenuto in dicembre in un supermercato della città dove è nato, ma i medici assicurano che il pittore sta abbastanza bene per sottoporsi allo stress dei suoi 80 anni. L’anno scorso si è detto ”molto sollevato” per l’assoluzione dall’accusa di evasione fiscale dalla procura di Lucca, dopo due anni di processo e di ”una grande perdita di tempo”.

Le immagini della festa di Botero a Bogotà (foto LaPresse)


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