Il parto 2.0 di Ruth Iorio e Claire Diaz-Ortiz: quando il bebè nasce sui social

Dopo le foto delle mamme col pancione, si stanno diffondendo sul web foto e video di donne che partoriscono o che stanno per farlo. Cattivo gusto o semplicemente un cambiamento di costumi? LA nascita di un bimbo, a quanto pare oggi viaggia sullo stesso binario del desiderio di condivisione sui social. Seno sempre di più le mamme che condividono la gravidanza e il momento del parto sui social. Racconta tutto l’Eco di Bergamo in un articolo dal titolo “Il parto 2.0? In video su Youtube. E il bebè nasce su Instagram”:

“La capofila del «travaglio 2.0» è Ruth Iorio, blogger californiana che lo scorso 26 dicembre ha raccontato in diretta su Facebook il parto del suo Nye postando stati e foto, alcune delle quali censurate da Cupertino e ripubblicate con sdegno dalla neomamma su Twitter”.

“A seguire le orme di Ruth è stata Claire Diaz-Ortiz, che il 5 aprile ha cinguettato momento per momento il parto di Lucia conquistando in poche ore l’attenzione di oltre 330mila follower. Allargando la prospettiva alla gravidanza tout-court, la condivisione sul web di pancioni, diatribe per il nome, conti alla rovescia è un fenomeno tutt’altro che saltuario. ‘Se prima – dichiara Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei new media all’Università di Urbino – per diffondere un contenuto felice come la nascita contavamo su un mezzo di comunicazione classico come il fiocco, oggi il fiocco va in rete e incrocia reti sociali molto diverse tra loro'”.

E non è finita qui: la rete americana Lifetime, sta producendo un reality – documentario dal titolo “Born To Be Wild” in cui alcune donne vengono seguite mentre partoriscono all’aria aperta senza l’aiuto di un medico. Lifetime racconta di aver deciso di realizzare il programma dopo il successo di un video pubblicato su Youtube, in cui una donna mostra come abbia partorito suo figlio all’aperto, visto da venti milioni di persone.

 

 

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