Ad Amsterdam apre Red Light Secrets, il museo sulla prostituzione 08

Ad Amsterdam apre “Red Light Secrets”, il museo sulla prostituzione (foto)

6 Febbraio 2014 - di lbriotti

AMSTERDAM (OLANDA) – Apre nel cuore del quartiere a luci rosse di Amsterdam il nuovo, piccolo museo che mostra la prostituzione vista non dal cliente, ma dall’altra parte della vetrina. Si chiama museo ‘Red Light Secrets’ (“segreti a luci rosse”) e sarà ospitato da un ex bordello, allo scopo di educare su come funzioni il mercato del sesso e sulla sua storia, concentrandosi sugli anni successivi al 2000, quando la prostituzione è diventata legale in Olanda. Ogni giorno migliaia di turisti si aggirano nelle strette vie vicine ai canali, guardando le donne coperte solo da biancheria che aspettano i clienti nelle vetrine illuminate di rosso. Il museo si trova in Oudezijds Achterburgwal 60-62, Amsterdam, e sarà aperto tutti i giorni dalle 12 alle 24. L’ingresso costa 7,50 euro.



L’organizzatore Melcher de Wind spiega che il museo è destinato a quanti voglio saperne di più su come funziona la zona, senza però fare visita alle prostitute che vi lavorano. Il pubblico entra nell’ex bordello passando oltre l’ologramma di una prostituta ammiccante, poi l’allestimento spiega come le lavoratrici del sesso siano parte integrante della società. Viene proiettato un film che mostra molte persone che lavorano con loro: chi pulisce e si occupa della manutenzione delle loro stanze, chi lava la biancheria, chi pulisce le vetrine, chi porta loro caffé e cibo durante i turni. Si vede anche, nella pellicola, una prostituta di mezza età vestita di pelle rossa, che riceve nel pomeriggio la visita della giovane nipote.

Il museo è solo uno dei tentativi di documentare la storia del mestiere ad Amsterdam, a partire da 16esimo secolo quando le autorità della città portuale chiudevano un occhio sui marinai in cerca di donne. E passando per le Guerre napoleoniche, quando le prostitute iniziarono a essere sottoposte a controlli medici per combattere le malattie veneree tra i soldati. Il museo però si concentra sugli anni successivi al 2000, quando la prostituzione è diventata legale in olanda. Da allora la città combatte, e dice di farlo con successo, contro i protettori e i trafficanti di esseri umani. Di recente l’età minima legale per le donne in vetrina è stato alzato da 18 a 21 anni.

Nel museo, il tour prosegue tra un diagramma turni, che mostra chi lavora in quale stanza e in quali giorni, e un elenco di appuntamenti con i clienti. I visitatori possono anche provare come ci si senta a esporsi in vetrina ed essere osservati dall’esterno, e possono entrare nella copia di una “stanza da lavoro”. Ilonka Stakelborough, prostituta a capo di un sindacato di lavoratori del sesso chiamato Geisha Institute, spiega che la stanza è verosimile. È ampia circa 3 per 2 metri, con letto basso e forte, un lavandino e un armadietto contenente lubrificanti, detergenti, preservativi e giocattoli erotici. “Senza alcun profumo”, dice Stakelborough, “perché rimarrebbe sui vestiti dell’uomo e avrebbe problemi con la moglie, una volta tornato a casa”.

L’affitto di una vetrina nel quartiere a luci rosse costa in media 150euro per mezza giornata. Una prestazione standard di 15 minuti costa al cliente 50 euro, quindi la somma incassata dalla donna escluso l’affitto è di 150euro dopo sei clienti, di 250 euro dopo otto, sui cui dovrà ancora pagare le tasse. Circa il 75% delle donne provengono da Paesi poveri, spesso da Romania e Bulgaria. “Quasi tutte sono qui volontariamente, nel senso che sono arrivate sapendo cosa avrebbero fatto. Ma potete chiedervi quali altre opzioni avessero”, dice Yolanda van Doeveren, che gestisce i programmi sociali cittadini sulla prostituzione.

Prima di uscire dal museo, i visitatori incontrano un muro su cui ci sono molte scritte lasciate dalle prostitute. “Questo lavoro non è per i deboli di cuore. Io sono diventata ancora più dura”, scrive Eva, olandese. “Mi fa sentire sola, sapere che mia madre non sa che cosa faccio”, si legge sopra la firma di Carmen, proveniente dalla Romania. Infine, in una sorta di confessionale, il pubblico può scrivere i propri segreti sessuali, prima di tornare a passeggiare per le strade illuminate di rosso del famoso quartiere.

(Foto Ap/LaPresse)