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Rolling Stones, Prince, Aerosmith… gli inossidabili “dinosauri” del rock

ROMA – Avere ses­sant’anni, più o meno, e non sen­tirli. Anzi farceli sentire più forte possibile. Sono i “dinosauri” del rock, sempre sul palco e con nessuna intenzione di voler scendere. Mick Jagger (classe 1943) ha usato Fa­cebook per annunciare quattro show dei suoi Rolling Stones: 25 e 29 novembre alla O2 Arena di Lon­dra e 13 e 15 dicembre al Pruden­tial Center di Newark. Titolo dei concerti: “50 and counting”.

Van Morrison, 67 anni, e il suo nuovo Born to Sing: No Plan B, non aggiunge quasi nulla di nuovo. Ma lo fa con una classe confortevole per chi lo segue dagli anni Sessanta. Idem Prince. Giu­sto per festeggiare la sua ennesi­ma residency ha pubblicato un nuovo singolo, così per gradire. R’n’R affair , roba semplice, un riff di chitarra e ta­stiera molto vintage.

Invece gli Aerosmi­th hanno impiegato undici anni, un bel po’ di litigi e svariati ricove­ri in clinica per metter insieme Music from another dimension , in uscita a inizio novembre con spet­tac­olari fuochi d’artificio in classi­fica, tanto più che al disco parteci­pano pure Johnny Depp e Julian Lennon.

Steven Tyler, classe 1948, colpevole addirittura di aver fatto il giudice ad American Idol di fianco a Jennifer Lopez, è or­mai piallato dalla chirurgia esteti­ca ma conserva quella voce sen­suale e ruvida che da sola vale il prezzo del biglietto. E obbliga a perdonare la prevedibilità per­ché, in fondo, il singolo Legendary child avrebbe potuto esser pubbli­cato vent’anni fa tanto è uguale al loro repertorio.

 

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