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Nada, nuovo album: “Canto storie di donne passando dall’animo”

ROMA – Da quando appena 15enne – era il 1969 – salì per la prima volta sul palco dell’Ariston per cantare “Ma che freddo fa”, sono passati 45 anni. Un soffio, per una che come Nada non ha mai guardato indietro né si è mai limitata a godersi il successo. Una che si è sempre reinventata, scoprendosi oltre che cantante anche scrittrice, artista a 360 gradi. Una carriera che lei festeggia così, regalandosi un nuovo album di inediti “Occupo Poco spazio”, anticipato dal singolo “L’Ultima festa” e in uscita il 14 marzo (e in pre-ordine su iTunes).

E’ un album abbastanza diverso da quelli che lo hanno preceduto – racconta la cantautrice all’Ansa – Del resto ogni album è sempre nuovo e sempre diverso, perché noi non rimaniamo immobili, ma andiamo avanti. Da un album all’altro succedono tante cose che influiscono su quello che sentiamo. Io poi in particolare sono portata a sperimentare”. La sperimentazione, in questo caso, si è tradotta nell’utilizzo di un’orchestra, “una piccola orchestra non classica, ma con un’impostazione rock“, in cui sono confluiti musicisti del panorama indipendente italiano, diretti da Enrico Gabrielli.

“Ho sentito l’esigenza di dialogare con strumenti diversi dal solito, di avere una sonorità nuova – racconta ancora Nada -. E mi sono affidata anche al pc. Io che non so fare nulla, ma faccio tutto”. Il disco, il 24/o considerando gli album in studio e anche i live, racconta di storie piccole e grandi, di amori silenziosi, di solitudini, di scelte di vita difficili in un mondo che sembra aver dimenticato il significato della parola “anima”.

“Tutte le canzoni parlano di storie al femminile – spiega ancora l’artista -, a partire dal titolo dell’album. Raccontano la quotidianità passando dall’animo umano. Sono storie molto intense, molto vere che denunciano l’ansia, l’angoscia, il dolore. Il femminicidio e la violenza sulla donne di cui si parla molto in questo ultimo periodo non c’entrano, per questo ci sono spazi informativi appositi. Io parto dall’essere umano, ma lo racconto in maniera visionaria, poetica. E’ un po’ il mio stile. Racconto storie un po’ nere, ma mai negative anche se difficile e complesse”.

Occupo poco spazio è un po’ la fotografia di Nada. “Ci sono tutte le mie anime: c’è un po’ di punk, perché è un po’ ruvido, c’è un po’ di letteratura con le mie storie e l’esperienza della scrittura che faccio già da un po’, c’è un po’ di Piero Ciampi come ispirazione. Ma in tutto questo spero di esserci io”. Da buona toscana quale è (è originaria del Livornese), un’ultima considerazione è per il neo premier Matteo Renzi: “Voglio essere fiduciosa. C’è bisogno di cose belle in questo momento per l’Italia. C’è bisogno di una rinascita, ma per poter rinascere bisogna un po’ morire”.

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